6 Luglio 2010

Calata la spesa delle famiglie: si risparmia anche sul cibo

ROMA – Le famiglie italiane mangiano meno, eliminano il pane dalla dieta mediterranea ed in tempi di crisi economica imparano a fare una spesa mirata acquistando solo prodotti in offerta. L’ Istat fa il punto sui dati relativi ai consumi del 2009 e rende noto che la spesa media mensile dei nuclei familiari residenti è scesa dell’ 1,7% rispetto all’ anno precedente, assestandosi su 2.442 euro. Una riduzione definita dall’ Istituto di statistica «significativa», soprattutto perché riguarda anche i generi alimentari, e «particolarmente evidente tra le famiglie con livelli di spesa medio-alti». La Lombardia è la regione dove i consumi restano più alti (2.918 euro di spesa media mensile), seguita da Veneto (2.857), Emilia-Romagna (2.799) e Valle d’ Aosta. E se al Nord Italia stanno meglio, non è così al Sud: in fondo alla classifica dei consumi regionali ci sono Sicilia (con 1.721 euro), Calabria (1.795), Basilicata (1.862) e Sardegna (1.878). Il vero dato allarmante però, riguarda il calo del 3% rispetto al 2008 negli acquisti di generi alimentari. Il 63% delle famiglie dichiara di aver diminuito nel 2009 la quantità di cibo comprata, mentre il 15 ha rinunciato anche alla qualità. Depennate dalla lista della spesa pane e cereali, oli e grassi, patate, frutta, ortaggi, zucchero, caffè e bevande. «E’ un segnale grave che dimostra lo stato di disagio economico in cui versano i cittadini – dice il Codacons – e il dilagare di un crescente stato di povertà che fa diminuire gli acquisti. L’ unica soluzione è ridurre i prezzi del 20%». Commento negativo arriva anche da Federconsumatori secondo cui la riduzione dei consumi «ha comportato un peggioramento della qualità della vita delle famiglie e causato una diminuzione nel mercato di risorse per oltre 20 miliardi di euro, con pesanti ricadute sulle attività produttive del Paese». Studiando i dati Istat sui consumi, la Cia (Confederazione italiana agricoltori) rileva come nel 2009 sei famiglie su dieci siano state costrette a cambiare gli acquisti dei prodotti alimentari, mentre oltre il 35% ha ridotto la spesa, il 40 ha optato per prodotti di qualità inferiore e il 30 ha comprato soltanto alimenti in promozione. Il calo di vendite maggiore lo registra il pane (-12% negli ultimi due anni), tagliato dal 50% delle famiglie. Proprio il prodotto simbolo della dieta mediterranea compare meno sulle tavole italiane, anche a causa dei continui aumenti dell’ ultimo anno (+4% lo scorso anno, +2 nel primo trimestre 2010). A prendere il posto del pane, una serie di sostituti quali crackers, grissini e fette biscottate. La Cia ricorda che il 72% degli italiani mangia pane ogni giorno, l’ 11% 3-4 volte a settimana, il 10 non più di 5-6. Ma la nuova spesa al risparmio non riguarda solo l’ esclusione del pane: la crisi sembra aver convinto la gente a fare rifornimento dei prodotti soprattutto quando sono in offerta. Mutuo e affitto, in una parola la casa: oltre un terzo della spesa degli italiani, pari al 33,5%, è destinata all’ abitazione. Del 74% delle famiglie che vivono in una casa di proprietà, il 15,9 paga un mutuo (era il 16,3 nel 2008). Questa voce di bilancio, che non è una spesa per consumi, ma un investimento, rappresenta un’ uscita consistente per 2 milioni 902mila famiglie e corrisponde a 510 euro al mese (contro i 465 nel 2008). La quota di famiglie in affitto, si attesta al 17,1%, maggiormente al Centro e nel Mezzogiorno. Gli anziani spendono molto meno dei giovani, ma anche loro nel 2009 hanno dovuto tirare la cinghia per far fronte alla crisi. L’ indagine Istat sui consumi rivela che in media i single e le coppie con a capo un over 64enne risparmiano il 25% in più rispetto ai nuclei formati da giovani-adulti.

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