Calano le vendite al dettaglio ad aprile in Italia, sull’anno il balzo è falsato dalla pandemia
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fonte:
- Milanofinanza.it
In Italia ad aprile le stime sulle vendite al dettaglio segnano sul mese una flessione dello 0,4% in valore e dello 0,5% in volume, mentre su base annuale il dato balza al 30,4% in valore e del 31,5% in volume. Queste le ultime stime dell’Istat che sottolinea come il fortissimo incremento tendenziale, che si osserva per quasi tutti gli aggregati, è il risultato del confronto con le vendite di aprile dello scorso anno, mese caratterizzato dalle chiusure dovute all’emergenza sanitaria.
In dettaglio su base congiunturale le vendite dei beni alimentari sono in aumento dell’1% in valore e in volume, mentre diminuiscono quelle dei beni non alimentari dell’1,5% in valore e dell’1,7% in volume. In termini tendenziali sono le vendite dei beni non alimentari a determinare l’aumento con un forte incremento sia in valore sia in volume (rispettivamente +83,0% e +83,1%), le vendite dei beni alimentari registrano una crescita contenuta (+0,6% in valore e +1,2% in volume). Rispetto a febbraio 2020 l’e-commerce segna un vero e proprio boom, con una crescita del 36,1%.
Mentre Confcommercio sottolinea che l’impatto della pandemia pesa ancora sui dati delle vendite, i consumatori si dicono delusi e definiscono i dati di aprile deprimenti e sconfortanti, preoccupanti dell’assenza di un rialzo su marzo 2021. “Il recupero annuo”, sottolinea l’Unione nazionale consumatori, “è solo un’illusione ottica, visto che nell’aprile 2020 c’era stato un tracollo annuo delle vendite del 26,3% o del 26,8% considerando gli indici aggiornati ad oggi. Andare meglio del peggio non può consolarci”
Secondo uno studio dell’Unc, inoltre, le vendite in aprile, non solo calano su marzo 2021 dello 0,4%, ma sono inferiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020 (ultimo mese pre-lockdown con un gap del 3,5%) che rispetto a gennaio 2020 (ultimo mese pre-pandemia con un divario pari al 2,3%). Anche per il Codacons l’andamento delle vendite al dettaglio è “estremamente deludente” e attesta in modo evidente come i consumi delle famiglie nel 2021 non ripartono. Concorda Assoutenti che sottolinea come la situazione rispecchi “le difficoltà economiche in cui versano milioni di famiglie italiane impoverite dall’emergenza sanitaria e dalla decurtazione dei redditi, e dimostra come i sostegni elargiti finora si siano rilevati insufficienti, al punto che oggi il 60% dei nuclei denuncia difficoltà ad arrivare alla fine del mese, con effetti diretti sulle vendite e sui consumi”.
Incoraggianti, invece, gli ultimi dati sui consumi lombardi. Infatti secondo i dati raccolti dall’osservatorio Stocard, che ha confrontato i trend di acquisti nella regione nei mercati retail nel periodo tra il 12 aprile e il 23 maggio rispetto al mese precedente, si evidenzia un incremento di acquisti in diversi settori merceologici, come l’arredamento (+181% rispetto ai mesi precedenti), il fashion (+106), lo sport (+35%), il beauty (+32%) e i libri (+21%). I cittadini, secondo la ricerca, hanno inoltre aumentato la frequenza con cui si recano nei negozi della grande distribuzione. In media, nel periodo analizzato, un consumatore si è recato a far spesa 6 volte al mese, un trend che si avvicina alla media registrata nel periodo pre-covid, tra gennaio e febbraio 2020, quando erano circa 7 le occasioni di acquisto mensile. Durante il periodo di lockdown (marzo-aprile 2020), la frequenza era passata a sole 4 volte al mese, un calo pari al -24%, con il 25% dei consumatori che andava a far spesa solo una volta al mese. (riproduzione riservata)
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