Calano i prezzi
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fonte:
- La Nuova Sardegna
Calano i prezzi,
ma la verdura
è sempre `alle stelle`
CAGLIARI. Continua la discesa dei prezzi del settore ortofrutticolo. Dall`inizio della settimana, in città, è stata registrata una flessione dei prezzi all`ingrosso che, a seconda dei prodotti, è compresa tra il cinque e il quindici per cento. Contrazione che riguarda non solo cavolfiori, lattughe, pomodori radicchio e belga, ma anche la maggior parte dei prodotti di serra. Per esempio le zucchine hanno fatto registrare una flessione di quasi il quaranta per cento.
E ancora. Nei mercati civici e nelle botteghe di quartiere attualmente i fagiolini vengono venduti a 9/10.000 lire contro le 15 mila delle scorse settimane. Le melanzane e la gran parte dei prodotti da insalata si sono attestati intorno alle 5.000. Lievi ribassi anche per la frutta che, comunque, non aveva subìto eccessivi rialzi.
Intanto la Coldiretti chiede una carta d`identita sul modello di quanto è già stato fatto per la carne bovina, così da far conoscere il percorso dell`ortofrutta, dall`impresa agricola al banco del rivenditore.
Mentre le associazioni dei consumatori (Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons) ribadiscono che «le rilevazioni sull`andamento dei prezzi al consumo a gennaio confermano la giustezza delle denunce pubbliche sugli aumenti di prezzo dei beni e delle tariffe». «Per questo – ribadiscono – continueremo a vigilare e a denunciare eventuali rincari sempre e comunque».
E a proposito della `carta d`identità` per garantire la trasparenza dei prezzi, la qualità e l`origine dei prodotti commercializzati, la Coldiretti spiega che si tratta di una misura prevista dalla legge di orientamento per la modernizzazione dell`agricoltura recentemente approvata e che dovrà essere subito attuata. «L`obiettivo – affermano i responsabili dell`organizzazione – è quello di attivare, sul modello di quanto è già stato fatto per la carne bovina, un sistema di etichettatura che possa far conoscere sui mercati il percorso dell`ortofrutta, dall`impresa agricola al banco del rivenditore, a vantaggio degli imprenditori e dei consumatori».
Infine una curiosità: il caro ortaggi non è un fenomeno solo italiano: frutta e verdura stanno infatti diventando un bene di lusso anche per i tedeschi. A subire i maggiori aumenti di prezzo sono sempre loro: le zucchine, che hanno addirittura registrato un rincaro del 110%. Gli aumenti, secondo l`associazione del commercio al dettaglio di alimentari, sono imputabili alle rigide temperature registrate nei paesi esportatori.
L`ultima considerazione riguarda l`arrivo dell`euro. A distanza di un mese dalla sua introduzione, secondo consumatori, commercianti e associazioni di categoria, non ci sono state (a parte qualche raro caso) impennate di prezzi legate agli arrotondamenti. «Il fatto che in questo momento ci sia qualche aggiustamento verso l`alto – è l`opinione più diffusa – non deve sorprendere e non dipende necessariamente dalla voglia di speculazione. Allo stesso tempo, non si tratta di segnali inflazionistici. Tra cinque-sei mesi l`indice dei prezzi sarà esattamente al livello di prima degli ultimi aumenti».
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