11 Gennaio 2013

Calano ancora i prestiti bancari alle famiglie

Calano ancora i prestiti bancari alle famiglie

 

 

Calano i prestiti bancari al settore privato. Nello scorso mese di novembre, questa voce ha registrato una contrazione dell’ 1,5 per cento su base annua (-1 per cento nel mese precedente). È quanto emerge dalle principali voci dei bilanci bancari, rese note da Bankitalia. Nel dettaglio, i prestiti alle famiglie sono diminuiti dello 0,3 per cento (meno 0,1 per cento a ottobre) . I prestiti alle società non finanziarie si sono invece ridotti del 3,4 per cento (-2,9 per cento a ottobre). I tassi d’ interesse sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’ acquisto di abitazioni sono rimasti stabili al 4,05 per cento (4,06 a ottobre); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono diminuiti al 9,49 per cento (9,65 a ottobre). I tassi d’ interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo inferiore a1 milione di euro sono stati pari al 4,49 per cento (4,51 nel mese precedente), mentre i tassi sui prestiti di importo superiore a tale soglia sono stati pari al 3,06 per cento (3,02 per cento a ottobre). Il famoso credit crunch si traduce, di fatto, un stretta creditizia che strozza famiglie e imprese e soprattutto in una fase recessiva questa mancato liquidità rischia di avvitare la crisi su se stessa. Difficoltà di accesso al credito che fa abortire anche le iniziative di impresa più concrete, come quelle agricole. Secondo un’ indagine Coldiretti/Swg, «maggiori difficoltà di accesso si registrano per le imprese condotte da giovani under 30 che oggi hanno la metà delle possibilità di ottenere finanziamenti rispetto alle aziende adulte», spiega una nota dell’ associazione degli agricoltori. A ben guardare però il settore primario sembra oggi avere, complessivamente, una maggiore attenzione da parte del sistema creditizio. Spulciando i dati Bankitalia emerge infatti che il settore agricolo vede crescere del2% i prestiti concessi alle imprese, «in controtendenza rispetto all’ andamento generale». Che lo stallo creditizio sia destinato ad implodere è evidente. Non solo in Italia si paga mediamente lo 0,70% in più su mutui e prestiti rispetto al resto d’ Europa, ma le banchestando all’ ennesima denuncia delle associazioni dei consumatori – rischiano adesso i finire alla sbarra in tribunale.IlCodacons infatti ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Milano per «verificare come mai, nonostante i prestiti della Bce alle banche e la continua richiesta di finanziamenti da parte di famiglie ed imprese sull’ orlo del fallimento, i prestiti siano sempre più in calo». Ma se imprese e famiglie devono tirare la cinghia chi nonha difficoltà a ottenere prestiti è proprio lo Infatti l’ Amministrazione centrale, gli Enti previdenziali, le Regioni ed gli Enti locali, invece, continuano a ricevere il credito con grande generosità. Secondo uno studio della Cgia di Mestre nell’ ultimo anno (novembre 2012 su novembre 2011) lavariazione di crescita è stata pari al 3,7%. In termini assoluti gli impieghi erogati dalle banche al comparto pubblico sono aumentati di 9,6 miliardi, mentre tra le società non finanziarie e le famiglie produttrici (vale a dire le imprese) la contrazione è stata del -4,4%, pari a 44,4 miliardi di euro in meno.

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