24 Settembre 2005

Calabresi sempre più indebitati

Calabresi sempre più indebitati

Il Codacons lancia l?allarme per il credito al consumo: ?Si fanno prestiti anche per matrimoni e battesimi?




CATANZARO. Nella nostra regione è allarme per il credito al consumo. Lo denuncia, in un comunicato, il Codacons Calabria che, con dati alla mano, ha annunciato che si ricorre a questo strumento non solo per acquistare la casa, l?automobile o gli elettrodomestici; da qualche tempo ci si indebita perfino per celebrare il matrimonio e la comunione dei bambini, per pagare i libri di scuola, per fare la spesa e addirittura per comprare il telefonino. Tirando le somme ciascun cittadino della nostra regione ha già un debito di circa 1.000,00 euro con le varie società finanziarie ed i diversi istituti di credito. ?Colpa del caro vita – sottolineano dal Codacons – che dall?arrivo dell?euro continua a svuotare le tasche dei cittadini. Così, mentre prima si chiedeva un prestito solo per grandi acquisti, ora si è costretti a domandare credito anche per far spesa nell?alimentari o comprare i testi scolastici dei bambini. Dai dati elaborati dalla Banca d?Italia -per il Codacons – risulta che nel 2004 l?indebitamento delle famiglie in Calabria è arrivato a quota 1,9 miliardi di euro, segnando un aumento di ben il 16 per cento rispetto all?anno precedente. Ma la cosa ancor più preoccupante è che i debiti dei cittadini continuano ad aumentare anche quest?anno: infatti a fine 2005 i consumatori della Calabria avranno chiesto crediti per un totale di circa 2,5 miliardi di euro. Così, se ora ciascun cittadino ha un debito di 1.000,00 euro, entro gennaio del prossimo anno ogni calabrese supererà quota 1.250,00 euro?. Ma la ragione per cui si ricorre ai prestiti è cambiata negli ultimi tre anni. ?Prima il motivo era legato sempre, oltre alla prima casa, all?acquisto di automobili o grandi elettrodomestici – spiega Francesco di Lieto, presidente del Codacons – ora, invece, si ricorre al credito al consumo per mantenete lo stesso tenore di vita degli anni passati, quando si comprava ancora in lire?. Ecco allora perché i finanziamenti vengono richiesti per ogni tipo di acquisto: dai libri scolastici, ai beni di prima necessità, come pasta, latte e uova, o, addirittura, per comprare il telefonino. Ed è per queste piccole spese che l?indebitamento è cresciuto; un incremento del 20-25 per cento se facciamo riferimento a quanto accadeva nel 2002. Oggi in testa agli acquisti per cui i cittadini chiedono un finanziamento restano pur sempre le case: i mutui infatti rappresentano circa il 60 per cento del debito in Calabria. La notizia ?curiosa? arriva quando si esaminano le altre ragione per cui si ricorre al finanziamento – proseguono dal Codacons – il 50 per cento riguarda richieste di acquisto di automobili, moto e scooter; le altre voci sono l?arredamento per la casa, l?acquisto di elettrodomestici e prodotti di telefonia. Ma la vera novità è rappresentata dall?ultima voce: circa il 5 per cento del totale delle richieste di finanziamento riguarda operazioni mediche, visite dentistiche, libri, prodotti alimentari e matrimoni. Ragioni per le quali nessuno, almeno fino al 2001, si sarebbe mai sognato di domandare credito. Da queste considerazioni emerge che, a causa del caro-vita, per poter mantenere lo stesso tenore di vita di sempre adesso bisogna indebitarsi: chiedere un prestito e rimandare a tempi migliori il pagamento. Ma il pericolo sta proprio qui: ?Se ora i Consumatori sono allettati dall?idea di comprare un prodotto e iniziare a pagarlo nel 2006, non bisogna dimenticare che prima o poi arriverà il momento di saldare le rate – conclude Francesco di Lieto – e lo stipendio, purtroppo, non sarà aumentato?. Ecco perché il Codacons ha deciso di organizzare una campagna informativa presso mercati, negozi e supermercati, spiegando ai Cittadini i rischi connessi al credito al consumo. Proprio per contrastare il caro-vita, drammaticamente esploso con l?introduzione dell?euro, il Codacons, da tempo spinge per una legge che tuteli i consumatori proponendo che sui cartellini delle merci vi sia la doppia indicazione del prezzo, sia quello in euro che in lire. Occorre chiarire che il Codacons è contrario alle proposte demagogiche di ritorno alla lira, è?l?uso che è stato fatto della nuova moneta, attraverso i ritocchi all?insù dei prezzi – sostiene Francesco di Lieto – ad aver provocato i danni; è quell?intollerabile equiparazione ?1 euro = mille lire? che troviamo assurda, oltre che penalmente rilevante. Per questo l?associazione sta portando avanti una raccolta di firme per promuovere un disegno di legge popolare che imponga il doppio prezzo euro/lire. Con tale provvedimento – incalza l?avv. di Lieto – i consumatori, la maggior parte dei quali ragiona ancora in lire, potranno comparare più velocemente i prezzi, stanare i commercianti ?furbi? e diminuire l?ostracismo verso la moneta unica, determinato unicamente da chi ha utilizzato l?euro per speculare sui prezzi. Non dimentichiamo, infine, che con l?indicazione dell?importo anche in lire, potremo tutelare quelle fasce della popolazione più deboli, come gli anziani, che faticano a dare il giusto valore al prezzo espresso in euro. Per concludere Francesco di Lieto si rivolge al presidente della Regione, Agazio Loiero, augurandosi che ?dopo aver terminato la lunga serie di nomine, sia arrivato il momento di occuparsi dei problemi dei calabresi?.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox