Cala l?inflazione a ottobre
Inflazione ai minimi, critiche all?Istat
Siniscalco: tutti stanno meglio. I sindacati: no, sono crollati i consumi
ADDIZIONALI IRPEF Il governo vuole bloccarle, insorgono Regioni e Comuni
MILANO. Cala l?inflazione a ottobre mentre il governo, nel tentativo di non aumentare il prelievo fiscale, vuole bloccare le addizionali Irpef anche per l?anno prossimo. Secondo i dati delle città campione, a ottobre l?inflazione è scesa al 2% rispetto al 2,1% di settembre. La corsa del caro-vita tende così a rallentare (siamo tornati ai livelli di ottobre 1999) e avvicinarsi alla media europea. Soltanto i rappresentanti del governo, però, mostrano soddisfazione per questi dati. Dai sindacati, dai consumatori e dagli stessi commercianti, invece, arrivano lamentele: chi contesta il dato dell?Istat e chi dice che i prezzi non salgono perché la gente non compra. Anzi, che i consumi stanno crollando. Secondo l?Istat a spingere all?insù i prezzi ci sono solo il petrolio e i suoi derivati (benzina, gasolio, olio combustibile) mentre sono scesi i prezzi di alimentari, medicinali, alberghi, bar e ristoranti. Il tutto, fra chi sale e chi scende, per un?inflazione che è cresciuta del 2% rispetto a ottobre 2003. Il ministro dell?Economia, Siniscalco, dice che con i prezzi più bassi si vende di più. «Ci sono voluti tempo, consapevolezza, attenzione e responsabilità, ma adesso con prezzi più bassi e un potere d?acquisto più alto, tutti stanno meglio». La risposta dei consumatori e dei sindacati non si è fatta attendere. «L?Istat ha assunto il mago Silvan per tirare fuori dal cilindro dati così positivi – dice l?Intesa Consumatori – perché con il caro benzina e gli aumenti delle tariffe bancarie, le famiglie stanno spendendo tra 130 e 150 euro in più». «Il calo dell?inflazione è dovuto al crollo dei consumi – dicono Cgil, Cisl e Uil – e adesso bisogna intervenire sul serio per sostenere il potere d?acquisto di retribuzioni e pensioni». Le addizionali. Gli enti locali (Comuni, Province e Regioni) si finanziano in gran parte con le addizionali Irpef (imposte aggiuntive rispetto a quelle che vanno al Fisco). Il sottosegretario all?Economia, Vegas, ha detto che le addizionali, molto probabilmente, saranno bloccate anche nel 2005. La notizia ha mandato su tutte le furie i rappresentanti degli enti locali. «E? una situazione grave e ridicola – dice il presidente dell?Anci, Leonardo Domenici – perché a questo punto sarebbe evidente un disinteresse per la situazione dei Comuni, costretti a non fare investimenti e a chiudere o ridurre i servizi ai cittadini». Domenici critica il governo («oggi fa una norma e domani se la rimangia») e aggiunge: «Il blocco dell?addizionale va contro la Costituzione». «Confusione si aggiunge a confusione – dice Vasco Errani, vicepresidente della Conferenza delle Regioni – perché il governo ha appena tagliato i trasferimenti e, di fatto, ha costretto questi enti a imporre addizionali per assicurare i servizi ai cittadini. Ora apprendiamo che Palazzo Chigi vuole bloccare le addizionali. Non capisco come faremo i bilanci, i costi per i cittadini aumenteranno di sicuro». Capital gain. Il governo non sembra intenzionato ad aumentare dal 12,50% al 18% la tassazione sulle reddite finanziarie (interessi sui Bot, guadagni di Borsa) perché incasserebbe poco (1,5 miliardi).
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
