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23 Ottobre 2002

Cagliari, al mercato i prezzi raddoppiano

ROMA. La corsa verso l?alto dei prezzi al consumo peserà mediamente per 705,61 euro sui bilanci delle famiglie italiane. L?elaborazione è dell?Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), che chiede un immediato intervento dei Governo a tutela dei cittadini. Ma la situazione più grave si registra certamente a Cagliari, già in settembre città più cara d?Italia che ora conferma la sua tendenza negativa. Nel settore alimentare, il passaggio dall?ingrosso alla piccola distribuzione fa registrare infatti un rincaro del 150-200 per cento. Secondo l?Osservatorio dei prezzi della Camera di commercio di Cagliari, per l?ortofrutticolo l?aumento medio annuo (considerando gli ultimi 4 anni e il prezzo all?ingrosso) è del 1,82%. Il riflesso sul dettaglio non sempre coincide: moltissimi prodotti una volta approdati sui banchi del mercato subiscono un rincaro, anche se all?ingrosso sono in discesa. È il caso delle pere abate, delle carote e delle zucchine, vendute a peso d?oro ma svalutate all?ingrosso: tra il 99 e il 2002 il calo è stato del 27-93 per cento. Quadro variegato e disomogeneo per il comparto delle carni fresche: se la filiera bovina cresce del 3,56 per cento all?anno, quella suina è in calo: -0,27 per cento con punte negative del 17,13 per cento per i porchettoni (sempre all?ingrosso). L?aumento più marcato riguarda però i prodotti ittici, con un +9,36 per cento annuo e qualche eccezione al rialzo come le sardine: in questo caso l?incremento registrato, segnala la Camera di commercio, è del 185,44 per cento, con prezzo al dettaglio che oscilla dai 2 ai 4 euro al chilo, secondo i dati forniti dal Comune.
Tornando al quadro nazionale, l?aumento dell?inflazione al 2,7% in ottobre, registrato nelle città campione, è – secondo l?Intesa – «segno inequivocabile che prezzi e tariffe continuano a lievitare senza freni, svuotando le tasche dei consumatori impotenti di fronte a questa escalation». Secondo la coalizione delle associazioni di tutela del consumo «ogni famiglia italiana spenderà in un anno, con questo livello di inflazione, complessivamente 705,61 euro in più rispetto all?anno scorso». Per questo i consumatori ribadiscono alcune proposte già lanciate nei mesi scorsi: ridurre i prezzi e le tariffe; favorire la rottamazione di prodotti inquinanti; promuovere accordi con esercenti e categorie professionali per bloccare o diminuire prezzi e tariffe; dare incentivi ai giovani e alle cooperative per l?apertura di attività commerciali e incrementare il prestito d?onore; riformare la filiera ortofrutticola prevedendo quote di produzione agricola che arrivino direttamente sui mercati. «Altre misure da adottare immediatamente – conclude l?Intesa – sono la riforma del mercato elettrico, quella dell?Rc Auto e quella del settore della distribuzione al dettaglio».

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