30 Marzo 2017

Caffè, l’Antitrust interviene sui rincari

Caffè, l’Antitrust interviene sui rincari
Convocate le associazioni di categoria sugli aumenti della tazzina a Roma fino a 20 cent

Anita Sacconi
Il caro tazzina si combatte a colpi di carte bollate. L’aumento ipotizzato del prezzo del caffè nei bar della capitale diventa infatti una battaglia legale, con l’Associazione esercenti pubblici esercizi di Roma chiamati all’Antitrust per spiegare i motivi del ritocco dell’espresso italiano.
Tutto nasce dall’invito dell’Aeper ai baristi romani ad alzare i prezzi della tazzina di caffè tra i 10 e i 20 centesimi di euro (un caffè potrebbe arrivare a costare 1,20) allo scopo di finanziare le spese di ristrutturazione dei locali e la formazione del personale. Decisione che il Codacons ha accolto come un attacco ai consumatori tanto da presentare denuncia all’Autorità garante della concorrenza e del mercato.
«Dopo la denuncia del Codacons che si era rivolta all’Autorità chiedendo di aprire un procedimento contro l’Aeper per palese violazione delle leggi vigenti e delle regole sulla concorrenza, considerato che le norme vietano in modo categorico accordi per incrementare in egual misura e contemporaneamente i prezzi al dettaglio, l’Antitrust ha convocato presso i propri uffici l’Associazione esercenti pubblici esercizi di Roma e il suo presidente Claudio Pica – ha spiegato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – per fornire chiarimenti sulla richiesta di aumento dei listini del caffè a Roma».
«Un invito quello ai rincari dei prezzi della tazzina che – afferma ancora Rienzi – contrasteremo in ogni sede, e che speriamo l’Antitrust voglia punire con fermezza, perché non è tollerabile che una associazione di categoria richieda ai propri associati di alzare tutti insieme e nella stessa misura i listini al dettaglio, con evidenti ripercussioni per gli utenti».
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