15 Marzo 2017

Caffè, a Roma rischio aumenti di 20 centesimi a tazzina

Caffè, a Roma rischio aumenti di 20 centesimi a tazzina

L’associazione
degli esercenti promuove i rincari per investire nei locali e
ammortizzare i costi sostenuti negli ultimi 10 anni dai baristi. Il
Codacons: «Grave illecito da sanzionare».

Gli amanti del caffè sono avvisati. Dovranno tenere a portata di mano qualche spicciolo in più, perché il prezzo di una tazzina potrebbe aumentare di 10 o 20 centesimi. La decisione è stata presa lunedì 13 marzo dal direttivo dell’Associazione esercenti pubblici esercizi di Roma, presieduto da Claudio Pica. La motivazione? Maggiori introiti significheranno maggiore formazione del personale, investimenti e ristrutturazioni dei locali. Inoltre, serviranno a far fronte all’aumento dei costi registrato negli ultimi 10 anni: l’acqua del 150%, l’energia del 170%, le occupazioni del suolo pubblico del 200%.

SUBITO LA CAMPAGNA DI ADESIONE. L’associazione promuoverà l’aumento e la campagna di adesione degli esercenti partirà subito, per andare a regime dopo l’estate. «Il prezzo medio della tazzina di caffè a Roma è fra i più bassi in Europa. I calcoli del nostro Ufficio studi», ha detto Claudio Pica dell’Associazione esercenti, «hanno evidenziato che a Roma il caffè ha un prezzo più basso perfino di Manila, Guatemala City, Lima. Non è nemmeno avvicinabile a Ginevra o Basilea, dove può costare anche fino a 3 euro».

RISTRUTTURAZIONI E FORMAZIONE DEL PERSONALE. Di qui altri consigli agli esercenti: investire i maggiori ricavi in locali più accoglienti, quindi in lavori di ristrutturazione ed ammodernamento. «Perché vogliamo stare al passo con i tempi», ha aggiunto Pica, «anche per quanto riguarda le reti wifi a disposizione dei clienti, assicurando maggiore legalità, maggiore formazione del personale con lo studio delle lingue estere e infine per offrire una maggiore qualità del caffè».

CODACONS SUL PIEDE DI GUERRA. Il Codacons però non ci sta ed è pronto a denunciare i baristi che applicheranno l’aumento. L’associazione ritiene infatti che l’invito ad aumentare i prezzi del caffè rappresenti «un grave illecito sanzionabile nelle opportune sedi. Presenteremo un esposto all’Antitrust chiedendo di aprire un procedimento contro l’associazione ai fini di una sanzione esemplare, e alla procura di Roma affinché accerti la fattispecie di aggiotaggio», ha detto il presidente del Codacons Caro Rienzi. Insomma, la guerra del caffè è appena cominciata.

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