Caf presi d’ assalto dai contribuenti I cittadini alle prese con il caos Tasi
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fonte:
- Corriere Mercantile
Presi d’ assalto, subissati di richieste, i Caf hanno vissuto giorni d’ inferno alle prese con la Tasi, il nuovo tributo sugli immobili che sta facendo impazzire gli italiani. «Siamo arrivati a milleduecento operazioni al giorno con quindici operatori» scandisce Renato Zini, responsabile del Centro assistenza fiscale Cgil della Liguria. Costretti ad un superlavoro concentrato in pochi giorni, gli operatori hanno iniziato a tirare il fiato a metà settimana dopo il primo boom di accessi, ma ieri mattina gli sportelli erano ancora aperti. A Genova la prima rata si paga domani e la corsa, fra dubbi e ritardi era partita la settimana scorsa con il timore di incorrere in sanzioni, che adesso il viceministro dell’ Economia Enrico Morando ha assicurato non ci saranno. «Adesso siamo arrivati in fondo alla baraonda. Ci sarà ancora caos domani mattina, poi si torna alla normalità. Il problema è stato aver fatto coincidere la Tasi con la campagna dei 730 per cui avevamo già preso gli appuntamenti con i contribuenti. Quindi si sono incrociati i due flussi. Bastava spostare di una settimana e si sarebbe lavorato più tranquillamente. Il problema non sono stati tanto i tempi di attesa, sui 40 minuti, ma il sovraffollamento degli ambienti e il caos. Per fortuna non abbiamo dovuto mandare via nessuno» continua Zini. Ci sono persone che si erano presentate fra marzo e aprile per le dichiarazioni dei redditi e sono state costrette a tornare perché prima non c’ erano le aliquote. «E se qualcuno ha una casa fuori comune dovrà tornare ancora. È un concetto barbaro che ogni Comune faccia quello che vuole» dice. I Comuni, infatti, avrebbero dovuto fissare le aliquote della Tasi entro il 23 maggio, ma solo una minoranza delle amministrazioni, meno di duemila, ha rispettato la scadenza. «Abbiamo avuto anche 150 persone al giorno nella sede centrale di piazza Colombo fra Tasi, dichiarazione dei redditi e Red per i pensionati» tira le somme Antonio Tripodi responsabile del Caf Uil di Genova. «Giugno – spiega – è normalmente un mese di pratiche ma quest’ anno con delibere all’ ultimo minuto e su una materia in certa c’ è stata più difficoltà e una gran confusione per gli operatori e i cittadini. Ad esempio anche i contribuenti più attenti faticano a capire come mai devono pagare la Tasi se hanno già pagato la spazzatura. Auspichiamo che ricomincino a chiamare le cose con il loro nome per non creare incertezze». Domani in tutti i Comuni “virtuosi” come Genova, che non hanno avuto bisogno di slittare a ottobre, si pagherà la prima rata, ma secondo i calcoli della Uil, per oltre il 50% delle famiglie l’ imposta sulla casa risulterà più cara dell’ Imu del 2012. Secondo i calcoli del sindacato su 180 famiglie residenti nei 45 capoluoghi che hanno pubblicato le aliquote per la Tasi, oltre il 50% (52,8%) pagherà un’ imposta più pesante. Anche le proiezioni effettuate dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi dicono che la Tasi finirà per pesare più dell’ Imu e soprattutto «inciderà in modo più pesante sulle famiglie a reddito medio -basso rispetto a quelle con reddito elevato». mentre per i rimanenti 543 milioni si tratta di fallimenti. Negli ambiti più strettamente legati alla vita delle imprese la maggiore incidenza delle cause è per il lavoro (20,50%), seguito da contrasti fra cliente e fornitore (14,4%), assicurazioni e banca (10,3%) e fallimento e diritto societario commerciale (7,4%). Tra imprenditori e lavoratori autonomi coinvolti in un causa civile, nell’ 81,4% dei casi il grado di giudizio dell’ ultimo procedimento è risolto in tribunale, il 14,8% presso un giudice di pace, l’ 1,2% in Corte di cassazione e solo lo 0,9% in Corte di appello. Per gli ambiti prevalentemente extra -professionali invece la maggior incidenza di cause è legata alla famiglia (38,2%), seguito da contrasti condominiali e di vicinato (6,9%) e sfratto (5,8%). Il 5,9% dei lavoratori indipendenti poteva avviare una causa civile ma ha deciso di non farlo.
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