18 Dicembre 2019

Cadute, scontri e gomme bucate: all’ Eur il record di richieste danni

dal centro a ostia, il report delle istanze presentate ai municipi: 255 al ix nel 2018 in sei anni quasi 8mila automobilisti e scooteristi hanno reclamato i risarcimenti
IL FOCUS È l’ Eur a conquistarsi la maglia nera nella classifica per numero di richieste di risarcimento presentate dai cittadini per le buche. Sul fronte opposto, quello più virtuoso, bisogno arrivare a Monte Mario, area popolosa dove però è più bassa la quantità di cittadini che si è rivalsa contro l’ amministrazione per ottenere un indennizzo, dopo aver bucato una gomma o sfondato un semiasse per colpa del manto stradale sconnesso. Senza infamia e senza lode, invece la situazione nel Centro storico, che pure presenta quei sampietrini, spesso appuntiti o traballanti, che sono la croce soprattutto dei motociclisti. I presidenti dei Municipi e le loro amministrazioni sono stati chiamati in causa dal 2013 al 2018 7.779 volte. Cioè in quasi 8mila casi gli è stato chisto di rispondere (ma in solido, pagando risarcimenti) per gli incidenti causati dalla mancanza di manutenzione. E più in generale è nei quadranti a est della Città eterna che le condizioni delle strade causano il maggior numero di contenziosi e pretese di indennizzi. Come detto, la situazione peggiore si registra al IX Municipio, nel territorio che si estende tra l’ Eur, il Torrino e Spinaceto. Qui, tra il 2013 e il 2018, si sono verificati 1326 casi (255 solo nel 2018) che hanno spinto i cittadini a rivalersi contro l’ amministrazione. E parliamo di una zona estesa, vasta come tutta la città di Milano che ha in gestione 237 chilometri di strade. Non a caso, in molti tratti, è stato imposto il limite di 30 chilometri orari proprio per la condizione del manto o per i cantieri aperti nell’ affannoso tentativo di riempire le buche. Al secondo posto, c’ è il vicino X Municipio, tra Ostia e Acilia: sempre nel periodo tra il 2013 e il 2018 le richieste di risarcimento sono state 1.273, circa 200 all’ anno. Un’ area trafficata (soprattutto d’ estate verso gli stabilimenti balneari) e con lunghi rettilinei che finiscono a incentivare la velocità di marcia. Basterebbe ricordare le radici degli alberi che sulla Colombo hanno creato cunette naturali, per capire il perché di questi numeri. In questo pezzo di Roma, qualche anno fa, la Polizia municipale rilevò che c’ era stata una crescita esponenziale degli incidenti, superiore al resto della città, proprio il grave dissesto delle strade e i limiti di natura tecnologica degli impianti semaforici. LIMITI A 30 KM/H Salendo verso nordest, numeri preoccupanti arrivano dal IV e dal III Municipio, rispettivamente con 1.238 e 1.271 richieste di risarcimento presentate dai cittadini. Lungo l’ asse della via Tiburtina – stando agli ultimi rapporti statistici di Roma Capitale – ci sono in media tra gli 11 e 12 incidenti stradali a settimana. Il Codacons, in un esposto presentato alla magistratura a inizio dell’ anno, ha denunciato una situazione ai limiti per quanto riguarda «la sistemazione localizzata di pavimentazione stradali in conglomerati bitumosi; marciapiedi; guard-rail di protezione/parapedonali; segnaletica stradale». In poche parole un lunghissimo cantiere a cielo aperto. Va un poco meglio la situazione a Montesacro. Qui, vista la condizione delle strade e il congestionamento di alcune arterie, il III Municipio, anche nell’ ottica per tutelare i pedoni, ha deciso di estendere quanto più possibile il limite di velocità a 30 chilometri orari e di realizzare strisce pedonali rialzate in diverse aree. Come detto, nonostante i sampietrini e l’ accesso di massiccio di mezzi a tutte le ora del giorno e della notte, il Centro storico si mostra più virtuoso del previsto. Nel I Municipio le richieste d’ indennizzato ai danni dell’ amministrazione, sempre nei sei anni tra il 2013 e il 2018, sono state 720. Una decina al mese. Anche se la presidente del territorio, Sabrina Alfonsi, ci tiene a sottolineare che poi, «quando andiamo a studiare i ricorsi, non sempre competono a noi». Qui le arterie asfaltate di fresco vedono aprirsi crateri dopo ogni pioggia. Le aree più antiche, come Trastevere o Borgo, pagano la presenza di strade costruite su sedimentazioni vecchie di secoli, che portano spesso alla creazione di dislivelli e di crepe. Chiudono questa classifica invece il XIV (292 risarcimenti) e il l’ XI Municipio (289). Cioè le aree di Portuense e Monte Mario. Aree guarda caso, per quanto popolose, costruite più recentemente. F. Pac. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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