8 Settembre 2014

Cadute e colpi di scena: trionfa San Fidenzio

Cadute e colpi di scena: trionfa San Fidenzio

Il Palio di Montagnana è fatto così: per qualche anno fila tutto liscio, senza scossoni, poi capita che Casale di Scodosia incappi in un doppio scivolone di quelli che fanno male davvero. Ieri è andato in scena nel vallo del castello di Montagnana l’ appuntamento più importante dell’ anno per la Bassa Padovana, che attira nella cittadina murata migliaia di spettatori e una folta rappresentanza di contradaioli, armigeri e figuranti dei Comuni che partecipano alla tenzone. Anche quest’ anno Casale di Scodosia, che aveva puntato tutto sul fortissimo fantino senese Alessandro Chiti, aveva in pugno la vittoria a una manciata di secondi dalla fine. E anche quest’ anno la Sculdascia è rimasta con un pugno di mosche, ma stavolta la colpa – o il merito – non è solo della bravura dei fantini avversari. Il Palio del 2014 è stato infatti assegnato non in base al cavallo che ha tagliato per primo il traguardo, ma in seguito a una clamorosa squalifica. Chiti aveva battuto tutti, ma la giuria ha deciso di squalificarlo per una scorrettezza messa a segno nei confronti del collega Batticuore. Questi, all’ anagrafe Claudio Bandini, ha riportato quindi la grande festa a San Fidenzio dopo 10 anni di vacche magre. La distanza fra i due era esigua, addirittura di una manciata di centimetri, ma i giudici hanno ravvisato una manovra scorretta da parte di Chiti, che avrebbe trattenuto le briglie del rivale facendogli perdere tempo prezioso. Il senese, detto Voragine, è stato perciò retrocesso in coda alla classifica fra baruffe, cadute da cavallo e contestazioni molto accese. Tra le qualificazioni e la finale si è svolta la gara dei gonfaloni, sempre molto attesa. La tenzone vede correre nel vallo i portabandiera dei vari Comuni, che devono compiere un percorso durissimo portando il pesante gonfalone: la vittoria è andata ieri a Merlara, e anche stavolta per Casale le cose non sono andate affatto bene. Il portacolori della Sculdascia è caduto a pochi metri dal traguardo ed è stato superato da Maurizio Bobbato, rappresentante merlarese. Nel programma erano state inserite anche altre gare, come il tiro alla fune. Questa tenzone è stata vinta da Masi. I padroni di casa di Montagnana hanno invece vinto la gara delle balestre, battendo sul filo di lana Urbana e Saletto. C’ era spazio pure per il braccio di ferro, che ha visto una premiazione alla pari fra Masi, Urbana, Montagnana e Saletto. I quattro Comuni, rappresentati rispettivamente da Emanuele Darù, Daniele Sebben, Andrea Scapin e Federico Zanellato, sono stati premiati perché le semifinali sono finite in perfetta parità. Grande attesa, infine, per il settore destinato agli sbandieratori e ai musici, vanto della manifestazione e dei comitati. Il gruppo Città Murata di Montagnana ha portato a casa gran parte dei premi di specialità, lasciando il miglior singolo a San Vitale. La trentottesima edizione si è trasformata nell’ occasione per festeggiare il premio, assegnato da Italive e Codacons proprio al Palio, di miglior rievocazione storica italiana. Un bel viatico per il prossimo anno. (((garavellof)))
 

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