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24 Settembre 2018

Cade nella buca: piede rotto «Ora il Comune mi risarcisca»

L’ EMERGENZA Cade nella buca sul marciapiedi vicino casa, si rompe un piede, resta bloccata, immobilizzata per quindici lunghi giorni, salta le vacanze estive già prenotate e ora si rivolge al Codacons per fare causa al Comune. Sarà l’ ennesima richiesta di risarcimento danni che piomberà sui tavoli dell’ avvocatura capitolina e di Assicurazioni per Roma che, per il 2018, ha già accumulato circa 15 milioni di oneri potenziali, ben otto in più dell’ anno scorso. Il che significa che l’ asfalto e i sampietrini della Capitale sono sempre più pericolosi, non solo per centauri e automobilisti, ma anche per i pedoni. Le buche, gli avvallamenti e le radici che si intrufolano sotto l’ asfalto sono già costate 3.980 richieste di risarcimento nel 2015, 3.920 l’ anno seguente e 3.975 nel 2017. Al 14 settembre di quest’ anno, escluse la grande viabilità, le strade gestite dall’ Ente Eur e le piste ciclabili, nei Municipi sono già arrivate quasi duemila richieste, con record nel IX, che ne conta 310, seguito dal VI con 244. L’ INCIDENTE La signora Maura, 63 anni, assistente odontoiatrica, abita a Ostia Antica, nel X Municipio. La sera del 4 agosto sta tornando a casa dopo avere fatto visita alla figlia e ai nipoti di 8 e 12 anni. Sta passando per via Fabio Gori, preferisce camminare sul marciapiedi «anche se è molto stretto, perché la strada ovviamente è più rischiosa per il passaggio delle auto che poi, per evitare a loro volta le voragini sul manto stradale, fanno a zig-zag», racconta. stamani incontrerà il legale dell’ associazione per definire i termini della causa. «Quella sera, il piede mi si è girato verso l’ esterno. Non portavo scarpe alte, quella buca era stretta e profonda, particolarmente insidiosa, invisibile – dice – mi sono trascinata a casa e per il dolore sono quasi svenuta. Ho messo del ghiaccio sperando che sarebbe passato. Invece è stata una nottata da incubo, la mattina dopo mio marito mi ha accompagnato al Grassi dove, con la lastra, mi è stata riscontrata la rottura del quinti metatarso del piede sinistro. L’ ortopedico, in alternativa al gesso che mi avrebbe imposto un periodo di convalescenza ancora più lungo, mi ha raccomandato di tenere immobile l’ arto». Maura annulla le vacanze estive già prenotate in Valle d’ Aosta. «Con me sono rimasti a casa anche i miei nipotini, i cui genitori lavoravano entrambi in quel periodo. Mi sono mossa dentro casa grazie a una sedia d’ ufficio di quelle a rotelle, con la quale, facendo leva con l’ altro piede, mi spostavo dal letto in bagno, per esempio. Sto facendo la fisioterapia in dosi massicce, ho passato una estate orribile per una banale buca sul marciapiedi, che dovrebbe essere il posto più sicuro per i pedoni. Per la rabbia e animata dalla volontà che queste cose non accadano più, mi sono convinta a procedere legalmente e a chiedere un risarcimento». BOOM DI DENUNCE Il Cadacons da giugno ha promosso una class action sul proprio sito, indipendentemente dal danno subito, attraverso la quale i cittadini si possono rivalere con il Campidoglio per la cattiva manutenzione di strade e marciapiedi nonostante le tasse pagate. A novembre si terrà la prima udienza, ogni cittadini chiede un risarcimento simbolico di mille euro. Da febbraio, invece, dopo la neve che ha aperto numerose voragini contribuendo a deteriorare ulteriormente lo stato del manto stradale, le adesioni ai moduli messi a disposizione per fare causa al Comune, sono state 900. In pratica, sommando questi dati con quelli resi noti dalle Assicurazioni per Roma, ogni giorno nella Capitale ci sono circa 20 cittadini che chiedono all’ amministrazione di essere risarciti. «E chi denuncia – affermano dal Codacons – è solo la minima parte». Tempi lunghi, poi, per ottenere una sentenza e una liquidazione: «Ci vogliono in media 6 anni e mezzo se si fa causa con la normale procedura, un anno e 10 mesi se si fa la conciliazione». Alessia Marani © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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