17 Ottobre 2013

Cachet Rai, l’ Agcom: più trasparenza

Cachet Rai, l’ Agcom: più trasparenza

Fazio Fabio non è un costo per la Rai, fa profitto. Così uscendo in tarda mattinata dai suoi uffici di viale Mazzini a Roma l’ ad della Rai Luigi Gubitosi fa scudo agli attacchi concentrici, dal Pdl al blog di Beppe Grillo al Codacons, sul talk show più popolare della Rai: Che Tempo Chefa. Per Gubitosi fa «un’ informazione trasparente, seria e di altissima qualità». Le parole di Gubitosi non piacciono a Renato Brunetta, che contro i compensi «d’ oro» di Fazio, Luciana Littizzetto e Roberto Benigni sta cavalcando da mesi l’ attacco portato dal quotidiano della famiglia berlusconi, il Giornale. O è il contrario, questo non si sa. Per Brunetta la difesa di Gubitosi è un «comportamento anomalo» visto che sostiene che la trasmissione sia equilibrata. Per l’ ex ministro la sua trasmissione è invece faziosa, nel senso che manca di pluralismo. E prova ne sia una condanna dell’ Agcom. Condanna che arrivò contro Fazio e contro In Mezzora di Lucia Annunziata – dopo un esposto firmato, manco a dirlo, dallo stesso Brunetta. Gubitosi ritiene invece che Fazio abbia dimostrato il suo equilibrio «invitando sempre tutte le componenti della società e della cultura e dando a ognuno la possibilità, col garbo che lo contraddistingue, di esprimere la propria opinione, anche a chi si è voluto e si vuole presentare al pubblico con inutile aggressività». Perciò lo ringrazia a nome dell’ azienda e lo invita «a proseguire quello che sta facendo, peraltro benissimo». Il problema del margine operativo, cioè del sapere se una trasmissione sia costo o profitto, è però un problema grosso. E non risolto. Lo certifica l’ attuale presidente dell’ Agcom Angelo Marcello Cardani, che a margine di un’ audizione in commissione Vigilanza Rai, sul tema del contratto di servizio 2013-2015, ammette che il problema della trasparenza dei conti dell’ azienda esiste ed esiste anche una proposta per segnalare con un «bollino» quei programmi finanziati interamente dal canone. Ma per distinguerli da quelli che invece dipendono dagli introiti pubblicitari – ammette ancora Cardani – «ci vuole un esercizio di contabilità industriale non banale». Banale o no, la Rai continua a mescolare mele e pere. Quanto a mettere online i compensi dei conduttori l’ Agcom non ha ancora preso in considerazione l’ ipotesi. Nelle prossime audizioni, toccherà a Gubitosi dire la sua. Ieri mattina il presidente grillino della Vigilanza Rai, Roberto Fico, intervenendo alla radio aveva insistito sul tema della trasparenza dei costi e dei cachet proponendo di scriverli nei titoli di coda dei programmi, incluso Sanremo. Quanto alla minaccia di Grillo di invadere il prossimo festival dei fiori con una contestazione, Fico prima, via etere ha detto di aver sempre partecipato a tutte quellle del gruppo M5S, poi, con un post su Fb ha rettificato: «Non esiste nessun Occupy Sanremo e non esiste alcuna manifestazione di questo genere a cui devo partecipare». Anzi, per evitare di essere criticato come anti-Rai, ha annullato anche una sua conferenza per M5S ad Aosta.

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