11 Luglio 2009

Cacciati dal lido, perché scoperti con “materiale vietato”

Cacciati dal lido, perché scoperti con "materiale vietato": in un caso una borsetta termica con una bottiglia d’acqua e nell’altro la "pappa" per un bimbo di un anno.  È accaduto negli scorsi giorni – secondo una denuncia del Codacons – in uno stabilmento balneare della Plaia. Ma il legale del lido coinvolto ribatte: «Nessuna limitazione di questo tipo nella struttura, cinquemila frequentatori dello stabilimento possono testimoniare che si tratta di un abbaglio». Partiamo dalla denuncia. Che fino a ieri era "soltanto" un comunicato stampa, ma nelle prossime ore dovrebbe diventare un esposto ufficiale alla Capitaneria di porto.  Al Codacons è arrivata «la denuncia di una consumatrice interdetta, invitata a lasciare il lido sito presso viale Kennedy a Catania (dopo aver pagato regolarmente) l’ingresso per aver portato con sé una borsetta termica contenente dell`acqua. Stesso trattamento riservato ad una coppia con un bambino di appena un anno, impossibilitata a portare all’interno il cibo per il piccolo».  L’associazione dei consumatori sottolinea «Non è la prima volta che consumatori a dir poco indignati segnalano soprusi del genere e il Codacons ha dunque predisposto di rivolgersi agli enti preposti per accertare queste irregolarità e chiede a Capitaneria di Porto e forze dell’ordine di vigilare sugli abusi di potere che vengono commessi ai dani dei consumatori». L’associazione ricorda alcune regole-base per l’accesso alle strutture balneari: «Non è in alcun modo ammissibile che si vieti ai consumatori di portare da casa bevande o cibi pronti, nel rispetto del decoro del lido. Non si possono in alcun modo obbligare i consumatori ad usufruire dei servizi di ristorazione interni ai lidi, poiché sono servizi facoltativi e a pagamento. E ricordiamo che l’accesso alla battigia è libero e gratuito». Sulla vicenda abbiamo sentito il legale della società titolare della concessione sul litorale: «Smentisco categoricamente – afferma l’avvocato Vito Di Stefano – che possano essersi verificati episodi simili all’interno della struttura: il cibo per i bambini e le borse termiche non rigide sono ammesse all’interno del lido. Pur nella necessità di mantenere delle regole di sicurezza, di decoro e di selezione della clientela, c’è un’ampia elasticità. Per intenderci: non consentiamo che si consumino la pasta al forno o la parmigiana portate da casa, ma c’è un margine di tolleranza per chi consuma cibi o bevande nel rispetto del contesto».

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