7 Settembre 2003

Caccia, doppiette nel… mirino




L`apertura della caccia in Sicilia ha segnato la prima vittima di questa nuova stagione venatoria. Si tratta di Giuseppe Palazzolo, un cacciatore di 64 anni originario di Cinisi che ieri è stato ucciso per errore nelle colline di Carini in località «Montagna Longa». A dare l`allarme ai carabinieri è stato un altro compagno di caccia che si trovava nella zona al momento dell`incidente. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, la vittima potrebbe essersi trovata nella traiettoria di sparo di altri suoi colleghi. La procura di Palermo, ovviamente, ha aperto un`inchiesta. Dunque, appare quasi una consuetudine che questa passione, la caccia, ogni volta che prende il via deve riportare sulle pagine della cronaca vittime umane. Poi c`è la questione dei controlli sull`universo venatorio. A partire dalla vigilanza delle specie animali da cacciare per legge. In merito si mobilita il Noz (Nucleo operativo zoofilo), istituito dal Codacons, per combattere gli abusi commessi durante la stagione venatoria. L`iniziativa del Codacons denominata “Sos Sicilia a salve“, consentirà ai volontari di vigilare per il rispetto delle regole e contro eventuali abusi commessi sulla fauna selvatica. Secondo il presidente regionale del Codacons, Giovanni Petrone, bisogna fare di tutto per evitare la caccia ad animali protetti dalla legge. «Tutti dobbiamo essere coinvolti nel denunciare gli abusi di cui veniamo a conoscenza – afferma Petrone – e sostenere comportamenti di correttezza e responsabilità». Come spiega lo stesso presidente regionale del Codacons, i volontari predisporranno una serie di controlli di prevenzione della distruzione del patrimonio faunistico, «con l`obiettivo prioritario di sensibilizzare ogni cittadino. Ma in ogni caso – conclude Petrone – tutti coloro che cacceranno la selvaggina vietata o protetta saranno denunciati dal Noz alle autorità competenti». E sempre in tema di ispezioni, ieri, uomini del nucleo di guardie giurate del Wwf, attirati dai numerosi spari di fucile provenienti dall`invaso Poma di Partitico – zona preclusa all`esercizio venatorio – sono intervenuti fermando un bracconiere che cacciava all`interno dell`oasi. L`uomo è stato denunciato. Insomma, ieri mattina, un`ora prima del sorgere del sole, è iniziata la nuova stagione venatoria. Le doppiette, in questa prima fase, potranno essere puntate solo sul merlo, colombaccio, tortora e coniglio selvatico. Il prossimo 21 settembre, si potrà sparare ad altre specie previste dal calendario venatorio. Che, tra le altre cose, riporta alcune restrizioni rispetto agli anni passati: alla caccia di quaglia e coturnice; divieto di sparare a due specie di anatre rare in Sicilia (canapiglia e moretta); regolamentazione più stringente per la caccia alla fauna migratoria nel territorio regionale e limitazione della caccia sull`isola di Ustica ai soli cacciatori residenti.
Continuando a sfogliare il nuovo calendario venatorio troviamo l`ambita caccia al cinghiale. Sarà possibile effettuarla dall`1 novembre a 31 dicembre e, in battuta, è consentita esclusivamente nei giorni di mercoledì o di giovedì in tutti i 23 ambiti territoriali di caccia esclusi quelli di Caltanissetta, Enna e Siracusa.
In rappresentanza dei cacciatori, parla il presidente della Federazione siciliana della caccia, Francesco Mistretta, sottolineando proprio la questione della vigilanza. «I controlli sull`attività venatoria sono modesti – dice – mentre sul bracconaggio sono inesistenti. E questo rischia di assimilare la figura del cacciatore a quella del bracconiere». La strada maestra da percorrere, secondo Ristretta, «è che la Regione non deve creare difficoltà sulla vigilanza venatoria. I soldi che giungono nelle casse regionali per le tasse pagate dai cacciatori devono essere spesi per la vigilanza venatoria in modo trasparente».

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