3 Luglio 2001

Caccia aperta ai saldi mascherati

Una squadra di centoventi ispettori annonari e altrettanti vigili ha già multato per due milioni 27 negozianti che hanno avviato la svendita prima del 14 luglio

Caccia aperta ai saldi mascherati

L?assessore: «Multe contro chi bara». Ma in Centro è già sconto selvaggio

Il lungo ponte di San Pietro e Paolo ha portato in dono ai romani un anticipo dei sospirati saldi di fine stagione. La data ufficiale di inizio è fissata per il 14 luglio prossimo, ma è ormai impossibile girando per la città non notare tutti quei cartellini scritti in bella grafia che fanno capolino da molte vetrine, in centro come in periferia. A via Veneto il punto vendita “Luisa Spagnoli“ affianca da ieri alle anteprime della prossima stagione invernale le ultime proposte per questa estate bollente. Con il nuovo prezzo scandito anche in euro, l?abito scollato a fiori costa oggi 125 mila lire (64,56 euro), il completo con le rouches 147 mila lire, e la camicia fantasia stile Pucci 80 mila. Dal Comune fanno sapere che il 112 ispettori annonari, che lavorano a pieno regime tutto l?anno, stanno effettuando in questi giorni controlli mirati sui saldi. Primo risultato delle verifiche: sono quasi sempre gli stessi commercianti a non rispettare la data ufficiale d?avvio, mentre una grandissima parte opera nel rispetto dei termini fissati. Daniela Valentini, nuovo assessore al Commercio del comune di Roma commenta: «Dal 21 al 28 giugno scorso gli ispettori hanno effettuato ben 707 controlli rilevando 27 trasgressioni multate con un?ammenda massima di 2 milioni di lire. Le regole ci sono e vanno rispettate: non c?è nessuna mania persecutoria, solo la ricerca di un maggiore ordine che favorisca da una parte la libertà di impresa e dall?altra consenta un servizio migliore ai cittadini». E? l?occasione per annunciare nei prossimi giorni la creazione, con l?aiuto dei vigili urbani, di una task force da affiancare al gruppo di ispettori dedicati al controllo ordinario. «Mi aiuterà anche a combattere l?abusivismo commerciale, un altro fenomeno visibile nella nostra città», aggiunge l?assessore Valentini. Il centro comunque risulta più multato della periferia, anche grazie ad un maggior numero di segnalazioni. Il dato è confermato da un rapido giro tra le vie strette tra piazza di Spagna e il Corso. A via della Croce, ad esempio, “Harrison“ offre già zatteroni in sughero e scarpe aperte da uomo ad un prezzo ribassato che oscilla da un minimo di 69 ad un massimo di 89 mila lire, mentre da “Strada“ un abito da sera con paillette di marca si porta via oggi al 50% del prezzo originario (430 mila circa). Anche via Vittoria è generosa: “Groove Influence“ annuncia in vetrina una gamma di prezzi dalle 20 alle 60 mila lire per magliette e pantaloni trendy, “Base elements“ offre abiti a 80 mila e “Mia&Co“ presenta le prime occasioni in eleganti ceste dove i pantaloni costano tutti 100 mila lire. In via Appia, invece, tira aria di contro tendenza. Ad osare sono solo “Avant e Marangoni“ che non rinunciano agli invitanti cartellini fuori formato, e “Leam“ che gli sconti li esterna solo alle clienti affezionate. Nel frattempo Confesercenti plaude alla novità di quest?anno, la data di inizio comune dei saldi in tutta la regione. «Non siamo l?America, il clima è lo stesso in tutte le nostre città, dunque perché diversificare?», commenta Cesare Tirabasso, segretario provinciale Sismo. «Ai cittadini consiglio di non aspettare troppo oltre la data di partenza per fare gli acquisti: anche sei saldi durano per quattro settimane a partire dal 14 luglio, si rischia di non trovare più un buon assortimento di taglie e colori». Comunque, un fatto è certo: per gli appassionati dello shopping nei prossimi giorni la Capitale si trasformerà in un vero Paradiso. Ma attenzione anche l?Eden può essere ricco di insidie. Il grido d?allarme lo lanciano le associazioni dei consumatori che ancora una volta mettono in guardia i cittadini dai mille trabocchetti creati dall?evento “saldi“. Il Codacons già da qualche stagione ribadisce e scandisce i più comuni vizi di forma che puntualmente si presentano all?appuntamento. Passano gli anni ma resta sempre valido il consiglio di diffidare dei capi che non possono essere toccati, o di quelli che vengono proposti con uno sconto superiore al 50%: potrebbe trattarsi infatti di merce non proprio nuova. Meglio dare un?occhiata a più punti vendita per confrontare le offerte. Ancora meglio rivolgersi al negoziante di fiducia per un immediato e sicuro controllo sul prezzo, prima e dopo la cura saldo. Italo Mannucci, capo ufficio legale dell?Associazione, porta in primo piano anche un altro fenomeno che sta prendendo piede a Roma come nel resto d?Italia: «Occhio alle lettere di invito pre-saldo che le grandi catene di vendita al dettaglio spediscono ai propri clienti abituali: inficiano il saldo perché chi arriva dopo, ovvero alla data ufficiale di inizio, parte svantaggiato. Anche se le formule non sono illegali, va da sé che si tratta di una disservizio».

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