8 Luglio 2018

Caccia allo sconto, ma gli affari non decollano

federmoda: partenza non brillante, calo del 4 per cento rispetto al 2017 e scontrino medio di circa 100 euro
di MARIANNA VAZZANA – MILANO – VETRINE ammiccanti, porte rivestite di cartelloni che annunciano sconti anche del 70 per cento. Ieri è partita la corsa all’ affare: via ai saldi estivi e scene di rito fin dal mattino con code negli store delle grandi arterie commericali e nelle boutique del lusso nel Quadrilatero della moda, ressa tra gli scaffali e serpentoni alle casse. Una giornata di avvio tuttavia «senza slanci», secondo quanto emerge dalle prime parziali rilevazioni giunte a FederModaMilano (Confcommercio Milano). Rispetto alla partenza dei saldi estivi dello scorso anno il decremento è di circa il 4 per cento con una spesa media che si attesta sui 100 euro. Come spesso accade quando fa caldo, rileva FederModaMilano, sono state privilegiate le vendite nei centri commerciali che hanno attratto i consumatori nelle ore più afose. Si conferma, inoltre, la maggiore affluenza nelle vie commerciali e dello shopping, favorite rispetto alle zone semicentrali e periferiche. T-shirt, polo, camicie, short e abitini, pantaloni, costumi, oltre a calzature sportive e sandali sono i prodotti più gettonati. Meno interesse per i capi spalla. «Guardiamo con fiducia ai prossimi giorni – commenta Renato Borghi, presidente di FederModaMilano – quando, dopo i rientri dal weekend, vi potranno essere certamente margini di recupero». Partenza non brillante rilevata anche dal Codacons: per quanto riguarda le code, «sono stati principalmente i turisti stranieri, soprattutto giapponesi, russi e cinesi, a spingere le vendite». Quanto si spenderà a Milano e hinterland? FederModaMilano (Confcommercio) stima una spesa di circa 440 milioni di euro, in linea con l’ anno scorso, con scontrino medio a persona di 150 euro. C’ è chi ha raggiunto la media al primo giro di shopping: «Abbiamo speso 300 euro – dicono Anna Garizio e Ludovica Barberis Vignola, mamma e figlia di Biella, a Milano appositamente per i saldi -. Abbiamo preso un po’ di tutto: pantaloni, giacche, maglie e sandali». Ed è solo l’ inizio. Altri, come Roberta Signorello, hanno le mani piene di sacchetti «ma di articoli in saldo non ne ho trovati». I COMMERCIANTI sperano in una boccata d’ ossigeno. «I “veri” affari – commenta Borghi – partono ora soprattutto per tutti quei consumatori che, incuranti di whatsapp, sms, email e delle promesse di sconti on line, aspettano di poter fare acquisti nel proprio negozio di fiducia sotto casa». Andare a caccia di sconti è piacevole ma, affinché non si trasformi in un incubo, bisogna sapere come comportarsi in certe situazioni. Lo ricorda sempre FederModaMilano, che in accordo con le associazioni dei consumatori promuove “Saldi Chiari”. Tra gli elementi da ricordare: il negoziante è tenuto ad accettare il pagamento con carta di credito e si impegna a sostituire o a rimborsare i capi acquistati che presentano gravi vizi occulti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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