Caccia alle case fantasma Il Fisco ne scova 1,2 milioni
Olivia Posani ROMA LA SANTA alleanza anti evasione tra sindaci e Agenzia delle entrate ha portato un po’ di sollievo alle casse sempre più vuote di comuni ed erario. È bastato puntare i riflettori sulle cosiddette case fantasma, quelle totalmente sconosciute al catasto e, di conseguenza, al Fisco, ma facilmente individuabili. Grazie alla sovrapposizione delle mappe catastali con le immagini aeree rese disponibili dall’ Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) sono stati «avvistati» 492mila immobili a cui è stata attribuita una rendita presunta complessiva di 288 milioni di euro. SI È CHIUSA così l’ ultima fase dell’ attività di controllo che dal 2010 ha fatto emergere 2,2 milioni di particelle, oltre 1,2 milioni di unità immobiliari mai censite. La somma delle rendite catastali presunte e certe (dichiarate cioè da chi era stato pizzicato e ha deciso di emergere spontanemente del nero) 825 milioni. Secondo il Dipartimento delle finanze, grazie a questa operazione il maggior gettito è di 589 milioni: 444 ai fini Imu, 137 ai fini Irpef e cedolare secca e 7,5 ai fini dell’ imposta di registro sui canoni di locazione. L’ operazione va avanti da tempo. Ai proprietari di tutte quelle case, autorimesse, magazzini, uffici, capannoni industriali e negozi scovati dall’ occhio indiscreto del satellite, è stato chiesto l’ adeguamento della situazione catastale entro il 30 novembre del 2012, giorno in cui si è chiusa l’ attività di accertamento sui fabbricati non dichiarati (le rendite definitive sono pari a 537 milioni). A chi non ha provveduto all’ accatastamento, è stata attribuita d’ ufficio dall’ Agenzia una rendita presunta (288 milioni) . E così degli oltre 1,2 milioni di unità immobiliari urbane non censite, 769mila hanno trovato una rendita catastale (e dunque ora sono definitivamente in regola) , 492mila invece devono ancora definire la procedura. Su di loro va ancora avanti il confronto con il proprietario che non ha concordato sul valore. IL MAGGIOR numero di immobili fantasma è concentrato al Sud. Il non entusiasmante primato spetta alla Sicilia (177mila immobili). Seguono Campania (170mila), Calabria (143mila). Nel passato qualcuno aveva polemizzato con l’ operazione temendo si trattasse di una sorta di condono immobiliare mascherato, ma ora il Codacons rilancia: «Bisogna intervenire sulle finte prime case. Il governo deve trovare 2,3 miliardi per la seconda rata Imu dalla lotta all’ evasione. I dati dimostrano che è fondamentale concentrare l’ attenzione sull’ evasione collegata alla casa». Secondo i consumatori, se al maggior gettito già stimato in quasi 600 milioni, «si aggiungesse quello collegato alle finte prime case, si potrebbe trovare la copertura per alleggerire l’ Imu almeno per il 2014».
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