24 Agosto 2009

Caccia al vincitore del 6 da 148 milioni di euro folla di curiosi a bagnone

Il titolare del bar ricevitoria aumenta il mistero: «So il nome del superfortunato ma non lo dico»

Acchiappafantasmi. Si divertono i ragazzini di Bagnone, il paese «baciato» dalla fortuna con i 148 milioni di euro del Superenalotto, finiti in tasca ad una delle 2000 anime di questo borgo della Lunigiana. I ragazzi chiamano così gli adulti che si scrutano, scherzano ma non troppo sul nome dell’uomo (perchè non una donna?) che potrebbe avere in tasca la magica schedina da 2 euro, n.430. Ma anche loro si divertono a «cacciare». Il gioco diverte, appassiona e in paese è un florilegio di ipotesi. Tutti sanno, o almeno così lasciano credere, ma non dicono. In mattinata, dopo una notte di baldoria, la piazza si è andata via via affollando di nuovo: tanti giornalisti, troupe televisive, anche straniere, curiosi che si accontentano di entrare nel bar Biffi e gustare un caffè. «Siamo un paese di grandi tradizioni – dice la titolare del negozio tabaccheria accanto al bar fortunato -: Bagnone è un borgo mediceo, qui c’è gente colta, ospitiamo artisti e intellettuali. Invece, si va sui tg per qualche sprovveduto che si vanta d’aver vinto». Il protagonista assoluto, che muove invisibili fili nella caccia al fantasma, è Vanni Simonetti, il cotitolare del bar ricevitoria dove sabato, tra le 12,10 e le 12,20, è stata fatta la giocata vincente. Esordisce in serata con una dichiarazione che lascia tutti a bocca aperta: «So chi è il vincitore ma non lo dico». Racconta di una o più telefonate – a seconda del momento e dell’intervistatore – per ringraziarlo. Lascia ampi margini di immaginazione, smentisce poi non smentisce. Così, con il passare delle ore il mistero si fa più intricato. Il boscaiolo Ugo, indicato per primo, nega categoricamente. «È stato uno scherzo – racconta -, non sono io. Sono comparso in piazza ieri sera con una schedina arrotolata e infilata dietro l’orecchio. Eccomi qua, ho detto per ridere. Ma non era vero». Buona parte dei bagnonesi si dice pronta a credergli sulla parola. Le ipotesi fioccano: è un quarantasettenne, è divorziato, no, è single, o potrebbe essere tutti e due, non sarebbe una contraddizione. Circola un altro nome, A.B.: ha più o meno l’età dell’identikit e qualche altra caratteristica. Ma lui non si scompone e quando la piazza è ormai stracolma di curiosi e giornalisti passa a bordo del trattore facendo un cenno di saluto con la mano. Impassibile. Per nulla esultante. «Ieri sera – racconta il sindaco Gianfranco Lazzeroni – quando è arrivata la notizia era a servire ai tavoli della festa del Pd a Vico. Ha continuato a lavorare senza scomporsi. Dubito che sia lui ma non si può mai dire». Difficile distinguere le battute dalle ipotesi credibili: salta fuori il nome del parroco, quello di uno straniero che frequenta da anni il borgo e un prete albanese che abita in una comunità a qualche decina di chilometri da Bagnone. «Ci vorranno settimane perchè si capisca chi ha vinto – dice un nonno bagnonese – e non lo scoprirete certamente oggi».  La pioggia di milioni caduta su Bagnone intanto avrà sicuramente eco domani al Consiglio di Stato: la quarta sezione, presieduta da Gaetano Trotta, dovrà decidere sulla richiesta del Codacons di mettere un freno alla corsa del jackpot. L’ associazione si è rivolta ai giudici amministrativi sperando in una sentenza che recepisca «le speranze di chi ha a cuore la salute sia psicologica che economica dei cittadini».  Il Codacons ritiene «immorale e scandaloso» il montepremi raggiunto dal gioco e «pericolosissima la corsa dei cittadini verso l’ autodistruzione generata dal miraggio di sistemarsi per tutta la vita».

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