17 Gennaio 2002

Caccia ai fumatori fuorilegge blitz dei Nas in tutta Italia

Ispezioni dei carabinieri in ospedali, uffici, biblioteche e all`aeroporto di Fiumicino.Oltre 300 controlli

Caccia ai fumatori fuorilegge blitz dei Nas in tutta Italia

Al setaccio anche ristoranti e bar in Trentino

La Procura di Torino: chi fuma in un locale aperto al pubblico commette reato penale

ROMA ? Caccia alla sigaretta selvaggia, in aeroporto e in biblioteca, negli ospedali e davanti gli sportelli degli uffici postali. Anche ieri sono scattati ovunque e in tutta Italia i controlli dei carabinieri dei Nas contro i fumatori che resistono alle nuove regole antisigarette ? e alle nuove multe ? del ministro della Salute, Girolamo Sirchia.

Martedì le prime verifiche (438 ispezioni, e persino un controllo al consiglio regionale ligure a Genova), ieri il bis con i blitz dei Nas partiti a Milano, Roma, Napoli e Palermo. Nel mirino, ospedali pubblici e privati, uffici postali, biblioteche, musei, pinacoteche, sale da ballo, sale corse. Numerose le multe firmate dai cento carabinieri scesi in campo. Solo gli uomini del Nas di Roma hanno eseguito 290 controlli in Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Sardegna, Marche, Basilicata. Alla fine, il bilancio: 33 le infrazioni scoperte, sette le multe per chi non aveva appeso i cartelli di divieto nel proprio locale, il resto per chi è stato sorpreso a fumare dove non poteva.
Nella lista dei controlli, compare anche l`aeroporto romano di Fiumicino a lungo passato al setaccio dai militari. I carabinieri hanno ispezionato sale di attesa e di imbarco, toilette, esercizi, e i punti più nascosti alla ricerca di possibili trasgressori. Dopo oltre un paio d`ore di controlli, i Nas hanno trovato con la sigaretta accesa solo due viaggiatori che fumavano in aeroporto nonostante cartelli ed annunci. Per loro, una multa da 50 euro. I fumatori sono stati notati dai carabinieri uno nella hall della sala imbarchi internazionali, l`altro dentro le toilette dell`aeroporto.
Nas in azione anche a Napoli dove in cinque giorni sono state multate una settantina di persone. Tra questi anche un medico ed un infermiere professionale sorpresi dai carabinieri a fumare in aree vietate.
E se in tutta Italia scattano i controlli a tappeto, alla questura di Roma il sindacato di polizia Consap denuncia «la sistematica violazione del divieto di fumare negli uffici». Da qui, la richiestaprovocazione: «Non ci resta che aspettare un blitz dei carabinieri anche in questura» dicono al Consap.

Sempre ieri, la polizia ha fatto partire una serie di controlli antifumo in ristoranti e bar del Trentino. Duecento sono i locali sorteggiati che saranno visitati dagli ispettori della Provincia per individuare eventuali infrazioni alla legge provinciale approvata nel luglio 2000 e in vigore da alcuni mesi, la prima del genere in Italia che proibisce il fumo in tutti i ristoranti e nei bar dove si servono pasti veloci. Un divieto che con la nuova legge collegata sarà allargato ai ristoranti degli alberghi e alle mense aziendali e che l`assessorato al commercio non esclude possa essere esteso a tutti i bar. Le sanzioni per i clienti fumatori dei ristoranti vanno dai 25 ai 250 euro e dai 200 ai 2.000 euro per gli esercenti che non espongono i cartelli di divieto.

E intanto a Torino, i magistrati ipotizzano il reato penale dietro una sigaretta accesa in un luogo di lavoro aperto al pubblico, come ad esempio un ospedale. La procura ha chiesto ai carabinieri dei Nas tutte le notizie di reato sui controlli degli ultimi giorni (già arrivate alcune segnalazioni che riguardano gli ospedali). Secondo la procura torinese, ad essere violata è la legge sulla sicurezza sul lavoro, applicata nelle strutture con lavoratori dipendenti. Ad occuparsi di procedimenti sarà, almeno nella prima fase, il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello.

Infine, per la puntata di «Porta a Porta» dedicata alla campagna antifumo, l`associazione dei consumatori ha denunciato Bruno Vespa all`autorità per le garanzie nelle comunicazioni. «Dalla trasmissione ? dicono al Codacons ? sono stati esclusi i consumatori e le associazioni che li rappresentano».

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