15 Maggio 2011

C’ è un problema di meccanismi legati al mercato internazionale dei carburanti

C’ è un problema di meccanismi legati al mercato internazionale dei carburanti ma anche di scarsa concorrenza e trasparenza. «Con il costo a barile del petrolio in discesa – spiega Angelo Garofalo, presidente Adoc Umbria – i listini di verde e gasolio avrebbero dovuto adeguarsi ma questo non succede. Ancora una volta si dimostra l’ iniquità che caratterizza tale sistema in Italia e la speculazione dettata dal fenomeno della doppia velocità». L’ associazione calcola che in un anno, la spesa aggiuntiva per far fronte agli aumenti dei carburanti ha ormai abbondantemente superato quota 300 euro a famiglia. «Di fronte all’ immobilismo che vediamo in tale settore – aggiunge Garofalo – torniamo a chiedere l’ intervento dell’ Antitrust affinché faccia luce su eventuali speculazioni». «Le grandi compagnie hanno quasi gli stessi prezzi, in più c’ è un sistema che, a prescindere dalle oscillazioni delle quotazioni del petrolio, blocca i prezzi per sette giorni», spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria. «Questo impedisce che alla pompa i prezzi possano essere adeguati con celerità generando un ulteriore introito allo Stato tramite accise su listini più alti di quelli che dovrebbero: imposte che ovviamente nessuno ha interesse a ridurre». Considerando la top ten dei balzelli più odiati, stilata da Contribuenti.it, quelli legati ai carburanti occupano la quarta posizione dopo, aggio esattoriale, canone Rai e bollo auto. «In generale le imposte più odiate sono le indirette – spiegano dall’ associazione – che si pagano senza tener conto del reddito pro capite ma in base ai consumi. Oltre ad incidere sulle famiglie più povere, le accise su carburanti ed energia elettrica prefigurano anche il caso di doppia imposizione, visto che su entrambe sono soggette ad Iva». A proposito di consumi energetici, i recenti aumenti dei carburanti fanno temere anche per le ripercussioni nelle bollette di luce e gas. Già provate dalla crisi libica, il mese scorso hanno già subito rincari del +4% (energia elettrica) e del 2% (gas). Tornando ai carburanti ed agli automobilisti, in Umbria si punta il dito anche sullo scarso incentivo indotto a livello di Regione alle "pompe bianche". «Non c’ è spazio per i distributori indipendenti (non di marca) – aggiunge Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – dove i carburanti sono più bassi di 5-10 cent al litro e la cui diffusione dovrebbe essere più capillare». Il blog "guadagnorisparmiando" ha stilato una lista di tali stazioni di servizio divisa per regione così come "Il salvagente" che ne segnala una decina divise tra le due province. Intanto, si chiede maggiore collaborazione anche ai gestori. «I prezzi dei carburanti dovrebbero essere più visibili – aggiunge Falcinelli – con cifre più grandi per dar modo agli automobilisti di fare un minimo di confronto. L’ informazione visiva è determinante per il consumatore».

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