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18 Agosto 2004

C`è l`ipotesi di istigazione al suicidio

C`è l`ipotesi di istigazione al suicidio


L`autopsia conferma la morte per soffocamento dell`ex sindaco di Roccaraso. Non riscontrata alcuna ecchimosi

SULMONA (L`AQUILA) ? Che il sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini, dopo 48 ore di cella nel carcere di Sulmona si sia dato la morte da solo, soffocandosi con una busta di plastica legata intorno al collo con le stringhe delle sue scarpe da tennis, ormai non ci sono più dubbi. La conferma è venuta dall`autopsia, che ha stabilito come causa del decesso un`asfissia «compatibile con il suicidio» e che non ha rilevato altri segni di violenza sul corpo. Tuttavia gli inquirenti restano alla ricerca di responsabilità che abbiano consentito o agevolato il gesto estremo del sindaco, due giorni dopo l`arresto per concussione e calunnia. Il fascicolo aperto dalla procura di Sulmona (si indaga anche per l`ipotesi di «istigazione o aiuto al suicidio, reato punito dall`art. 580 c.p,) e di cui da oggi è titolare una nuova pm, Simonetta Ciccarelli, inviata in applicazione dall`Aquila, è formalmente «contro ignoti» ed è diretto ad accertare sia le modalità della morte sia il possibile coinvolgimento di altre persone. Sostenendo la necessità di «chiarire elementi importanti», ma sgombrando il campo da ipotesi diverse che non siano quelle del suicidio, la famiglia di Valentini, tramite l`avvocato Giovanni Margiotta, ha voluto presente all`autopsia un proprio perito di parte, Giorgio Bolino. L`esame, eseguito presso l`obitorio dell`ospedale di Sulmona dall`anatomopatologo Luigi Bonaccorsi, oltre a confermare la morte per soffocamento, ha escluso la presenza di ecchimosi sul corpo, rilevando solo i segni dei lacci da scarpe stretti intorno alla gola. L`esito degli esami tossicologici e istologici si avrà comunque entro 60 giorni. Proprio il fatto che Valentini non fosse stato privato delle stringhe al momento dell`ingresso in cella d`isolamento era uno degli aspetti controversi della vicenda, ma fonti della procura hanno precisato ieri che il regolamento carcerario prevede che i lacci vengano tolti solo a soggetti considerati «a rischio» e che presentino evidenti segni di scompenso psicologico. L`incontro con lo psicologo, tuttavia, nel caso del sindaco di Roccaraso, non ci sarebbe stato. Sul comportamento del personale penitenziario di Sulmona è stata avviata anche un`inchiesta interna da parte del ministero di Giustizia. Di responsabilità «morali» sul suicidio di Valentini intende invece occuparsi la conferenza stampa convocata per oggi alle 12 ? dopo i funerali previsti alle 10 nella Chiesa madre di Roccaraso ? dagli avvocati e dalla famiglia presso il Municipio della località sciistica abruzzese. Oltre ai legali Giovanni Margiotta e Michele Lioi, è annunciata la presenza del senatore Ferdinando Imposimato, del presidente del Codacons Carlo Rienzi, dei docenti Paolo dell`Anno e Bruno Leuzzi. I parenti di Valentini, ha annunciato Margiotta, vogliono precisare che i fatti contestati nell`ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del sindaco suicida «nulla hanno a che fare con tangenti, mazzette e appalti». Sempre questa mattina un altro importante appuntamento riguarderà la maxi inchiesta sulla gestione delle opere pubbliche del Comune di Roccaraso, nell`ambito della quale era stato ordinato l`arresto del sindaco. Il sostituto procuratore generale dell`Aquila, Romolo Como, ha convocato per le 11 negli uffici della procura di Sulmona un summit tra le forze di polizia e i magistrati che si sono occupati delle varie fasi delle indagini. Degli «atti urgenti» dell`inchiesta da ieri si occupa la nuova pm arrivata a Sulmona che sostituisce Salvatore Campochiaro, da ieri in ferie, e che a sua volta sostituiva l`originaria titolare dell`inchiesta, la pm. Maria Teresa Leacchè che il 17 luglio aveva firmato la richiesta di arresto per Valentini e dal 20 luglio è negli Stati Uniti per un periodo di aspettativa di un anno. I tragici sviluppi delle vicende di Roccaraso, intanto, hanno ulteriormente avvelenato il clima della cittadina montana. Da ieri in paese fioccano le telefonate anonime, dirette a coloro che negli ultimi mesi hanno sollecitato le iniziative giudiziarie contro l`amministrazione: «Assassini», oppure «siete voi che lo avete ammazzato».

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