C’ è la crisi, tutti in fila per vendere i libri
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fonte:
- Il Messaggero
Le librerie ritirano i testi, «tranne quelli delle scuole medie» la valutazione si aggira intorno al 15-20% dei prezzi di mercatoIn questo modo si alimenta la compravendita dell’ usato Il sindacato librai: così i nostri affari sono diminuiti molto LA TENDENZA C’ è chi li stringe tra le braccia, cercando di ripararli dalla pioggia. Altri si sono attrezzati con le capienti buste celesti dell’ Ikea. Qualcuno ha persino tolto il trolley dall’ armadio e l’ ha riempito di libri da vendere. Un esercito composto e silenzioso fatto di ragazzi, ma anche di genitori, pronti a cercare di tirar fuori qualche euro dalla vendita di quei testi che non servono più a molto, se non a raccogliere polvere nella libreria di casa. «Sto cercando di dare via i libri dello scorso anno e con quello che ci tiro fuori, magari riesco a comprarne qualcuno usato che mi serve». Giovanni Perazzi ha appena iniziato il terzo anno del liceo Scientifico Avogadro di Roma. IN CENTRO In Via Nazionale, domenica mattina, dentro quella libreria specializzata nella compravendita di testi scolastici, a pochi giorni dalla riapertura delle scuole, si rincorre l’ affare. «Paghiamo in contanti il 15-20% sul prezzo di copertina», dice una commessa. «E prendiamo tutti i libri, tranne quelli delle scuole medie». Storia nota, chioserebbe qualcuno. Del resto si sono sempre venduti i libri scolastici che non si usano più. Ma quello che desta stupore è il divario tra i fatturati delle librerie che vendono testi nuovi e quelle che, invece, fanno incassi d’ oro attraverso la compravendita dell’ usato. Segno evidente di quanto il crollo dei consumi incida anche sulla voce istruzione. «Abbiamo registrato un rallentamento che supera il 15% nella vendita dei testi scolastici freschi di stampa», dice Maurizio Piscetta, presidente del sindacato librai della Confesercenti Roma. E la fila dentro e fuori il negozio di via Nazionale non fa altro che confermare questo dato. «Se avessi dovuto acquistare tutti i libri segnati dalla scuola, sarei arrivata a spendere circa 930 euro», dice la signora Adele M., in fila anche lei con sua figlia Carlotta, iscritta al quarto ginnasio del liceo Classico Giulio Cesare. E benché il neo decreto legge sulla scuola, varato dal ministro dell’ Istruzione Maria Chiara Carrozza, preveda per il futuro un contenimento sul caro-libri, nessuna voce contempla ancora la possibilità per le famiglie di portare in detrazione ? come accade invece in altri paesi europei ? la spesa per l’ acquisto di materiale scolastico. «Se avessi potuto scaricarmeli dalle tasse ? aggiunge la signora Adele ? i libri nuovi a mia figlia li avrei comprati, non mi piace che studi su testi sottolineati da altri, ma non posso fare diversamente». NUOVE EDIZIONI Il ricorso all’ acquisto di testi usati è ormai diventato la prassi anche di fronte ai rincari per l’ anno scolastico 2013/2014 che sfiorano il 5%. «Che poi ? chiosa il Codacons ? sono finte nuove edizioni perché nella maggior parte dei casi cambiano le copertine e solo qualche capitolo». Volenti o nolenti, dunque, si cerca di risparmiare il più possibile. Per chi decide di comprare un libro usato, la libreria di via Nazionale garantisce uno sconto che può arrivare anche al 50%. Minore, invece, il guadagno per chi cerca solo di disfarsi di manuali di latino o greco che non servono più, ma anche di saggi e romanzi già letti. In questo caso la quantità batte la qualità. Tommaso Chiaromonti apre un piccolo trolley e tira fuori circa venti libri non scolastici. Di quei venti testi la libreria ne prende dieci, pagandoglieli un euro ciascuno. «Certo ci sto rimettendo se penso a quanto ho speso per comprarli», commenta Tommaso. «Ma ho sempre dieci euro che posso spendere per comprare un altro testo, alla fine non ci guadagno ma non ci perdo nulla». Ma c’ è comunque un limite che non può essere disatteso quando si cerca di vendere dei testi scolastici usati. BUONO STATO Perché se è vero che le librerie, specializzate in compravendita, abbiano chiuso un occhio, rispetto al passato, sulla qualità dei testi da rilevare, è pur vero, però, che non accettano di tutto. I libri devono comunque essere in buono stato. Banditi quelli con gli appunti scritti a penna ai margini delle pagine e i libri con le copertine strappate. Via libera, invece, alle sottolineature. E da quest’ anno non solo quelle a matita. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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