C’ è l’ ok alle buste a pagamento, ma la polemica non si placa
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fonte:
- Il Cittadino
da lunedì sacchetti monuso a 1 o 2 cent, raffica di ricorsi del codacons in tutta italia, la confesercenti avverte: «i nostri associati nel caos»
Il governo cerca di gettare acqua sul fuoco sulla vicenda dei sacchetti biodegradabili a pagamento dal 1 gennaio (1-2 cent, importo che comparirà sullo scontrino) da utilizzare per frutta e verdura nei supermercati. «Sacchetti da casa? – ha detto ieri il ministro dell’ Ambiente Galletti – Solo se sono contenitori nuovi. È l’ interpretazione che darà il ministero della Salute nei prossimi giorni. Le norme igienico sanitarie non cambiano. Io rivendico la bontà del provvedimento ambientale: ho fatto una scelta chiara e trasparente per evitare abusi, e ne assumo la titolarità. Oggi il consumatore sa quanto paga: tra 1 e 2 centesimi, cifra irrisoria in un anno». Poi spiega: «Se non avessimo fatto la scelta di metterlo in chiaro, il costo sarebbe finito nel prezzo di vendita. L’ aumento poteva anche essere molto più elevato, e c’ è un dovere di trasparenza verso il consumatore». «Non siamo contrari al fatto che il cittadino possa portare i sacchetti da casa, a patto che siano monouso e idonei per gli alimenti» ha aggiunto ieri Giuseppe Ruocco, segretario generale del Ministero della Salute. Ma la polemica è tutt’ altro che passata. Ieri il Codacons ha presentato a 104 procure italiane un esposto; mentre Federconsumatori invita «i cittadini a fare attenzione ai costi che vengono loro addebitati per tale voce e, nei negozi, a portare sempre con sé sporte e sacchetti riutilizzabili, rinunciando così del tutto al sacchetto e al relativo costo». Angelo Bonelli di Verdi – Insieme, ha voluto fare chiarezza sulla norma. «La normativa che prevede l’ utilizzo di sacchetti biodegradabili per frutta e verdura nei supermercati – ha detto – è un buon primo passo per la tutela dell’ ambiente, specialmente per quello marino. I sacchetti di plastica normali in realtà venivano già fatti pagare della aziende all’ interno del costo della frutta o della verdura venduta, il pregio di questa legge sta nel fatto che ora i consumatori possono vedere il prezzo del sacchetto che utilizzano. Lo stato non può fissare un prezzo per una merce, ma almeno è stata tutelata la trasparenza nei confronti del consumatore». Infine Confesercenti accusa il governo di non aver dato sufficiente tempo per mettersi in regola ai gestori dei piccoli negozi di frutta e verdura. «Continuano ad arrivare telefonate con le più disparate richieste di informazioni», spiega l’ associazione di Firenze, e tra le più ricorrenti, ci sono quelle relative all’ obbligatorietà del pagamento e alle caratteristiche delle borse, all’ entità e modalità di erogazione delle sanzioni e sui risvolti fiscali del provvedimento e prezzo di vendita risultabile dallo scontrino. Dalle telefonate emerge anche che molti non erano a conoscenza della necessità di abilitare il registratore di cassa al nuovo obbligo normativo, che andava fatta entro il scorso 1 gennaio. n.
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