14 Settembre 2016

C’ è il via libera dei giudici al «diritto al panino» per tutti

C’ è il via libera dei giudici al «diritto al panino» per tutti

Portare da casa il pasto da consumare a scuola è un diritto di tutte le famiglie. A dirlo sonoi giudici del tribunale civile di Torino, che ieri hanno rigettato il reclamo del Miur contro la decisione di un togato che aveva riconosciuto il diritto di consumare a scuola il pasto portato da casa. La risposta è arrivata, dopo lunga attesa, proprio nel primo giorno di attivazione del servizio mensa nelle scuole torinesi. Nell’ ordinanza si legge che rispetta la Costituzione e «i dati emergenti dalle fonti di legge» permettere «agli alunni del tempo pieno che non aderiscono al servizio direfezione comunale di consumare ascuola un pasto preparato a casa». Insomma, per i giudici il reclamo del ministero è «infondato». «Le considerazioni delle amministrazioni -si legge -non appaiono idonee a scalfire il ragionamento del primo giudice né a consentire una diversa ricostruzione del quadro normativo, che neghi al genitore dell’ alunno iscritto al tempo pieno la facoltà di scegliere per il proprio figlio tra il servizio di refezione offerto dal Comune e la consumazione a scuola, durante l’ orario del pranzo, di un pasto preparato a casa: evidentemente sotto la propria responsabilità». Una decisione che non vale dunque soltanto per le 58 famiglie che a Torino avevano scelto di intraprendere l’ azione giudiziaria e che avevano vinto la causa, ma che si estende a tutti. I giudici sottolineano infatti che non può esserci «ritardo» nella tutela del diritto di scelta fra mensa e pasto domestico, e che per dirimere la questione è giustificata la «procedura d’ urgenza». A questo punto resta da capire come le scuole decideranno di organizzarsi per garantire il cosiddetto «diritto al panino». Anche su questo punto i giudici sono chiari e sottolineano che è «opportuno stabilire regole di coesistenza». Regole, spiegano i togati, «che hanno anche, e soprattutto, la funzione di mantenere chiarezza sull’ ambito entro cuila ditta appal tatrice del servizio può essere chiamata a rispondere per il cibo somministrato in mensa». In pratica, si potrebbero organizzare due turni per il consumo del pasto, oppure dividere lo spazio a disposizione per il pranzo. «Si tratta comunque, in ogni caso, di coesistenza e non di reciproca esclusione», sentenzia il tribunale. Dunque d’ ora il poi il «diritto al panino» è esteso a tutti. Almeno fino alla discussione in Cassazione. Intanto il Codacons plaude alla decisione del tribunale, par.lando di una «sconfitta della lobby delle mense scolastiche» e auspicando l’ estensione della possibilità a tutte le altre città d’ Italia. «È una vittoria fondamentale per tutte le famiglie che hanno bambini che frequentano una scuola con mensa scolastica – ha detto il presidente Marco Maria Donzelli -. Il Codacons è anni che si batte affinché i bambini possano portarsi da casa il pranzo senza dover necessariamente mangiare il cibo propinato dalle mense scolastiche, con tutti i problemi del caso, più volte denunciati negli anni dall’ associazione. Adesso però è necessario che il ministero dia disposizione a tutte le scuole italiane affinché sia possibile esercitare liberamente questa possibilità. Chiediamo che venga messo a disposizione una spazio apposito dove i bambini possano consumare il cibo portato da casa». Il Coda cons invita infine i genitori a segnalare all’ associazione l’ eventuale mancato rispetto della decisione del tribunale all’ interno delle scuole italiane. A Torino l’ assessore comunale all’ Istruzione Federica Patti ha già annunciato l’ avvio del «regime misto» a partire dal 3 ottobre per le scuole attrezzate e che avranno censito entro il 26 settembre gli studenti che intendono essere esclusi dal servizio mensa.

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