C’ è il condono, Equitalia non lo sa
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
caos perle cartelle esattoriali inferiori a 300 euro. si muove il codacons.
LE cartelle esattoriali di importo inferiore a 300 euro non sono più esigibili. Così dice la legge. Ma questo Equitalia non lo sa. O non lo vuol sapere. Almeno in Calabria. Dove, almeno il 70% delle cartelle esattoriali emesse dall’ Agente della Riscossione, rientrano proprio tra quelle per le quali la Legge di Stabilità, per l’ anno 2015 (Legge nr.190/2014), ha previsto, al comma 688, un vero e proprio condono. Insomma, un “regalo” del legislatore, che, con un colpo di spugna, ha cancellato le cartelle relative al periodo 2000-2014, con un importo fino a 300 euro, a far tempo dal 1° gennaio 2015, con buona pace di tutti quei cittadini che, nel prenderne atto, avevano tirato un sospiro di sollievo. Salvo trovarsi poi nella buca delle lettere un avviso da parte di Equitalia che, legge o non legge, quei soldi li reclama, eccome. E questo, come spesso accade, è dovuto al fatto che la norma appare davvero poco chiara, in quanto il Legislatore, in maniera estremamente confusa, intanto non parla di “condo ni”, ma prevede che Equitalia debba verificare periodicamente i crediti non più esigibili. E, una volta accertato che un credito non si può recuperare, la cartella dev’ essere cancellata dagli obiettivi della riscossione. Ecco perché si può dire che una cartella si considera effettivamente “condonata” e, quindi, inesigibile, solo dopo che siano trascorsi tre anni dalla sua emanazione. In buona sostanza, se Equitalia non è riuscita a riscuotere il credito entro il terzo anno dall’ emanazione della cartella, questa dovrà ritenersi estinta ed inesigibile. E, a vigilare sulle attività poste in essere da Equitalia, dovrebbero essere gli Enti creditori. Ma è qui che si imbroglia la matassa, perché pare proprio che, questi controlli, non sarebbero stati effettuati negli ultimi anni e molte cartelle sono rimaste e rimangono in attesa, nonostante le stesse abbiano raggiunto quota 5,5 miliardi di euro. Insomma, sembrerebbe una errata interpretazione della legge, in quanto non si tratterebbe di un condono, ma di una presa d’ atto, che, se non si recupera la somma dopo tre anni, bisogna cancellarla. Il pasticcio, allora, sta nel fatto che il Legislatore ha esonerato gli Enti creditori da svolgere controlli su Equitalia, per accertare le azioni svolte per il recupero delle cartelle inferiori a 300 euro. Per cui il rischio adesso è che, fatta la legge, si sia trovato l’ inganno. Ovvero, se nessuno controlla che Equitalia abbia svolto azioni per recuperare le somme iscritte a ruolo, nessuno potrà accertare l’ inesigibilità delle cartelle. Almeno secondo il Coda cons, che ora, ha deciso di inviare una diffida ad Equitalia Sud Spa, Agente della Riscossione per la provincia di Catanzaro, “affinché ponga in essere ogni e più opportuno controllo finalizzato ad accertare quante iscrizioni a ruolo di importo inferiore a 300 euro siano ancora in attesa di essere riscosse. E, laddove siano trascorsi 3 anni senza che si sia ottenuto ilpagamento, procedere alla cancellazione definitiva, con immediata comunicazione agli Enti impositori”. Questo perchè, spiega il presidente del Codacons Calabria, avvocato Francesco Di Lieto, «in questa situazione paradossale, dove una norma pensata per venire incontro alle esigenze dei cittadini che rischiavano di essere perseguiti per qualche multa non pagata, o pagata fuori termine, finisce per penalizzare i cittadini stessi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
stefania papaleo
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