6 Marzo 2019

C’ è una imprenditrice del lago dietro l’ acquisto dell’ ecomostro

È stata la “Carate srl”, società con sede legale a Como, ad essersi aggiudicata all’ asta l’ ex Mulino di Brienno lo scorso 19 febbraio. Al posto di quello scheletro di cemento che da troppi anni intacca la bellezza della Riva Romantica, nascerà un resort di lusso. L’ impresa acquirente, costituita appena due anni fa e che ha come amministratore unico un comasco e come socia unica un’ imprenditrice di origini turche ma da tempo sul lago, si occupa di compravendita di beni immobili su beni propri, ma anche di ristrutturazione e manutenzione. Secondo le prime indiscrezioni, i nuovi proprietari sarebbero proprio intenzionati a dare vita ad un resort, questa volta in armonia con l’ ambiente circostante e rispettando quindi la volontà del sindaco di Brienno Francesco Cavadini di mantenere la destinazione turistico-ricettiva. Dopo anni di polemiche per quello che era stato classificato come un ecomostro (e dando un’ occhiata alle fotografie scattate dal lago, non è difficile capire il perché) è dunque arrivata la svolta. Si rimedia allo sfregio Come già scritto su queste pagine, si tratta di un compendio immobiliare in corso di costruzione lungo la Statale Regina, poco dopo il villaggio Primavera nel territorio di Brienno, di circa 4.310 metri quadri. L’ edificio, per com’ è ora, è costituito da un ampio parcheggio ed altri tre livelli, destinati ad uso turistico-ricettivo. Oltre alla struttura principale, a valle della Regina ci sono altri tre edifici: uno con destinazione a ristorante, uno a bar infine l’ ultimo per un’ eventuale Spa. Insomma, un potenziale non da poco in cui, da anni, regnano solo degrado ed incuria. La cosa più “semplice”, forse, sarebbe abbattere tutto e ricostruire. Un caso, quello dell’ ecomostro di Brienno, che aveva suscitato ampie polemiche negli anni, proprio per il forte impatto ambientale sulla splendida sponda della Riva Romantica. «Non si può massacrare il lago con operazioni di questo genere – aveva tuonato Giuseppe Crusco, responsabile del settore ambiente e territorio del Codacons Lombardia – ogni volta che passavo dalla Statale, mi chiedevo come avessero potuto autorizzare una costruzione simile a ridosso della strada, ma non vedevo la mole dell’ intervento. Dalle foto scattate dal lago, è davvero allucinante. Ho approfondito l’ argomento, a mio avviso è stato rilasciato un permesso di costruire discutibile. Segnalerò a chi di dovere». Le preoccupazioni Ora però le cose sono cambiate e i nuovi proprietari sembrano avere tutte le intenzioni di sistemare ciò che c’ è da sistemare e dare vita ad una struttura non impattante con il territorio che potrebbe portare in paese un grande movimento turistico. «Siamo molto felici – ha rimarcato il sindaco Cavadini – per Brienno è l’ occasione giusta per dare un nuovo impulso al paese e risolvere definitivamente il pesante impatto ambientale».
daniela colombo

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