9 Settembre 2019

C’ è un motivo se il Codacons attacca Luca Marinelli senza basi

 

Il Codacons ha emesso un comunicato in cui prende posizione contro la vittoria di Luca Marinelli alla Mostra del Cinema di Venezia per il film Martin Eden e il discorso pronunciato dall’ attore. L’ ha emesso, spiega, perché è stato raggiunto da diversi messaggi di protesta dovuti al fatto che ‘ in modo del tutto imprevedibile il premio come miglior attore non è andato alla splendida interpretazione di Joaquin Phoenix per il suo ruolo in Jocker (a detta di tutti, pubblico e critica, miglior interprete tra i film in gara). Invece la Coppa Volpi è andata a Luca Marinelli il quale nel suo discorso di ringraziamento (leggendo un testo già pronto!) si è abbandonato ad un pistolotto politico sulla questione dei migranti ‘. Oltre a sbagliare a scrivere Joker (il che la dice lunga sulla maniera in cui questi comunicati sono preparati, sulla perizia e l’ interesse che ci sono), il Codancons si fa interprete del malcontento per la vittoria di Marinelli (che era l’ opposto di imprevedibile, ma questo è ininfluente) e del fatto che abbia usato quel palco per parlare di un argomento politico. Più avanti il comunicato aggiunge: ‘ La politica non può entrare a gamba tesa nei verdetti della giuria ‘ (parere attribuito a uno spettatore di Torino). Che problemi ha il Codacons? Come mai perde tempo dietro alla vittoria di un attore italiano apprezzato e lodato da più parti anche prima della vittoria alla Mostra di Venezia? L’ errore che non va fatto è pensare che abbiano davvero un ideale , cioè che si battano davvero perché la politica stia fuori dal cinema (e poi così i film che raccontano? Storie di pupazzi rosa che si fanno i regali a vicenda nel mondo delle nuvole?) o che vogliano ripristinare i veri valori nel mondo dell’ arte. Il Codacons è una fabbrica di indignazione, un comunicatificio che a getto continuo sforna battaglie. Se si cerca ‘Codacons’ su Google News è subito evidente la quantità di questioni che vengono sollevate ogni giorno, poi riprese da siti e sitarelli d’ informazione. Una galassia di comunicati sparati regolarmente dal lunedì al venerdì, e ogni tanto anche di weekend, con la speranza (fondata) che su 100 almeno 1 o 2 vadano a segno, facciano parlare dell’ associazione (che in effetti in questa maniera è diventata nota) e portino lavoro. La prima pagina dei risultati per la ricerca “Codacons” su Google News e le “battaglie necessarie” di oggi Come spiegato nel loro sito il Codacons contiene un ‘agguerrito ufficio legale’ e del resto, come si vede dalla sua gerenza, è gestito da avvocati. La strategia mediatica è quindi finalizzata prima a far parlare di sé, a fondare la mitologia di un’ istituzione dalla parte dei consumatori, veri rompiscatole del potere, pronti a dare durissima battaglia a chiunque, e poi a raccogliere clienti. Quella contro Luca Marinelli non sarà certo una battaglia che sfocerà in una causa, ma più una di quelle buone per far girare il nome in attesa di questioni più succose. Perché invece moltissime altre sfociano in cause, spesso in class action (particolarmente remunerative). Cardinale è stata infatti quella contro la Costa Crociere , quando il Codacons dopo l’ ennesima serie di comunicati indignati ha fatto breccia ed è riuscito a rappresentare i passeggeri della Concordia naufragata. Un trionfo. Il reclutamento di nuovi clienti dunque passa da qui, da una tecnica che non è troppo diversa dalla comunicazione politica moderna (ma il Codacons, gli va dato atto, a questo sfruttamento della rete ci è arrivato anni fa): prima invadere la rete di messaggi per creare continuamente nemici, scandali, vergogne e ingiustizie (vere o percepite), poi farsi alfieri della lotta contro questi mali emergendo come uomo forte in tempi di crisi e infine dare la risposta, cioè il proprio ‘ agguerrito ufficio legale ‘. Non è diverso come meccanismo da quello attraverso il quale il Movimento 5 stelle ha cavalcato, alimentato, gestito e infine monetizzato l’ indignazione della popolazione. Prima creare rabbia e poi offrirsi come rimedio. E per il Codacons funziona, funziona e come! La seconda pagina dei risultati di Google News Non è quindi davvero una battaglia quella contro Luca Marinelli che sta riempiendo i social oggi, non c’ è niente dietro, nemmeno un’ idea o una vera presa di posizione, è solo una delle mille inserzioni per il Codacons di questa settimana, un modo riuscito di fare in modo che il nome giri associato al concetto di indignazione. Domani ci saranno nuovi tentativi e altre battaglie pubblicitarie. Del resto che l’ avvocato Carlo Rienzi , presidente del Codacons, abbia a cuore più l’ apparizione sui media che la propria immagine lo si era capito quando si spogliò contro il carovita (Rienzi è quello con gli occhiali) e che il Codacons avesse nelle aule e nelle dinamiche legali il proprio fine ultimo lo aveva spiegato Il Fatto Quotidiano l’ anno scorso, indagando su una causa abortita contro il Monte Paschi Siena in un articolo intitolato ‘La guerra a comando di Rienzi: Mps paga e Codacons si zittisce’. A noi spetta solo di leggere ogni tanto quelle sparate che superano il muro dell’ indifferenza, ma indignarsi appresso a loro forse è troppo. Potrebbe interessarti anche.

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