16 Aprile 2020

C’ è un altro caso di Covid a Casa Serena disposti 50 tamponi per ospiti e operatori

la donna, risultata negativa a fine marzo, è stata nuovamente sottoposta al test dopo il ricovero per una fratturala donna, risultata negativa a fine marzo, è stata nuovamente sottoposta al test dopo il ricovero per una frattura
PRATO Il trend al calo dei contagi non ferma lo stillicidio di nuovi casi nelle case di riposo. Neppure in provincia, dove ieri è arrivata la notizia di un’ altra ospite positiva alla Casa Serena di Mezzana, la numero 13 per l’ esattezza. Si tratta di un’ anziana ricoverata al Santo Stefano il giorno di Pasqua per una frattura al femore. L’ anziana è stata sottoposta al tampone ed è risultata positiva al coronavirus. Uno di quei casi anomali che fanno cadere le bracccia sulla potenza e imprevedibilità di questo virus, visto che sia il primo tampone effettuato a fine marzo che il test sierologico a cui è stata sottoposta nei giorni successivi, risultavano negativi. «Questo significa che la signora è stata contagiata successivamente e che non bisogna mai abbassare la guardia – dice Lorena Paganelli, presidente della Società della salute – Per questo siamo tornati a Casa Serena disponendo ben 50 nuovi tamponi sia per gli ospiti che per gli operatori. Contiamo di avere i risultati entro stasera stessa (ieri sera n.d.r.)». Un’ indagine a tappeto che comprende i tamponi a Casa Serena, ma anche i test sierologici in tutte le 18 strutture per anziani della provincia. «Dobbiamo procedere con screening ripetuti e capillari, perché il tampone misira alcune cose, il test sieriologico altre e non è detto che una persona negativizzata non possa riprendere il virus. La virulenza del virus si è abbassata nelle ultime settimane , ma sul territorio il Covid 19 continua a circolare». Fino a ieri a Casa Serena risultavano 7 positivi in isolamento , altri 4 ricoverati all’ ospedale mentre gli anziani deceduti sono 3. Gli altri 26 finora negativi al virus, vengono tenuti separati in un altro piano della struttura.Comeana: nuovo esposto in procuraContinua, per ora senza novità, l’ inchiesta aperta dal procuratore capo Giuseppe Nicolosi insieme al sostituto Lorenzo Gestri, sulla situazione alla Rsa di Comeana dove, ricordiamo, gli ospiti morti da inizio marzo sono stati 6, compreso un’ anziano del diurno e 18 quelli contagiati sui 30 presenti nella stuttura all’ inizio di marzo. E a questi si aggiungono i 15 operatori (su 24) risultati positivi al virus. Il fascicolo aperto dalla Procura di Prato è un modello 45, cioé per il momento senza ipotesi di reato e iscrizione di persone nel registro degli indagati. La Procura, avvalendosi del Nucleo investigativo dei carabinieri di Prato, sta acquisendo cartelle cliniche ed altro materiale documentale e sta raccogliendo le testimonianze di operatori e dirigenti. Lo scopo è quello di accertare se l’ uso dei dispositivi di protezione è stato corretto fin dall’ inizio dell’ epidemia e se tutti gli organi preposti alla gestione e al controllo della casa di riposo hanno fatto quello che dovevano. Frattanto proprio ieri si è mosso anche il Codacons. L’ associazione dei consumatori ha presentato un esposto alla Procura di Prato, in cui si chiede di estendere le indagini e di procedere per il reato di epidemia e omicidio plurimo doloso con dolo eventuale. «Quanto accaduto nella casa di riposo non può ritenersi una epidemia casuale, ma è una vera e propria strage – afferma l’ associazione – Anziani, persone invalide, non autosufficienti, i più fragili tra i fragili che avrebbero dovuto essere al sicuro, sono venute a contatto col virus che, in molti casi, ha aggravato le loro condizioni conducendoli alla morte, con i luoghi di assistenza che si sono trasformati in pericolosissimi focolai di morte certa». «In base al nostro ordinamento il dolo eventuale si verifica quando un soggetto pone in essere un comportamento accettandone i rischi e le conseguenze che, seppur non volute, appaiono possibili» afferma il presidente Carlo Rienzi. –Francesco Albonetti.

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