C?è chi invoca maggior sinergia tra apparati
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fonte:
- La Stampa
che l?ente fosse
più decisionista.
Altri lo dividerebbero
in più aree
C?è chi invoca maggior sinergia tra apparati
Provincia: com?è, come dovrebbe essere. Alcuni la vorrebbero più «decisionista». Altri scommettono sulla sinergia fra enti diversi. Altri ancora la vincolano a battaglie su temi specifici. Ma c?è pure chi è intenzionato a dividerla, creandone una nuova di zecca.
Ad una manciata di giorni dal voto l?identità di Palazzo Cisterna così come l?abbiamo conosciuta in questi anni sfuma verso nuovi indirizzi: più o meno innovativi; più o meno convincenti. Ciascuno perorato dalla lista di riferimento. Bruno Massari (Alternativa sociale), un passato in An prima di approdare con la Mussolini, non usa mezzi termini: «La Provincia è sempre stata un parcheggio per gente trombata altrove. Invece è un ente essenziale nella misura in cui sa rivendicare la sua autonomia ed il suo peso sul territorio». Da qui l?attenzione per l?assetto idrogeologico, per la viabilità minore – «caratterizzata da opere spesso scadenti» -, e per le grandi infrastrutture. Come la dibattuta Tangenziale Est: «A patto che non aumentino i caselli, e quindi i pedaggi». Sì all?inceneritore, che però – oltre a smaltire i rifiuti -, deve produrre energia, cioè ricchezza, a beneficio dei comuni interessati. Manlio Maria Collino (Movimento Filadelfia), direttore di Fegato Granata e «anima» della protesta dei tifosi del Toro, punta su un?unica carta: la rinascita del «mitico» Stadio, il Filadelfia appunto. «Chiediamo una struttura da almeno 10-12 mila posti; no all?erba artificiale; doppio no ai due palazzi previsti sul campetto dove si allenavano i ragazzi del Toro…». A Collino i giochi della politica non interessano: «La nostra è una lista alternativa, l?extrema ratio dopo averle provate tutte. Se anche riuscissimo ad eleggere un paio di consiglieri, ogni volta che ci chiederanno il voto su qualche questione lo contratteremo con quella del Filadelfia». Valter Cavrenghi, commercialista in lista con il Patto Segni-Scognamiglio, è convinto che la Provincia «debba pensare in grande». Il che non gli impedisce di diffidare dei presunti benefici portati al territorio dalle «grandi opere», specie in termini occupazionali, e dell?«enfasi olimpica» eletta a dogma assoluto: «Bisogna lavorare con un occhio al dopo per evitare che Torino si trasformi in una città dormitorio, satellite di Milano». Anche per questo ha eletto le politiche del lavoro come tema centrale: formazione, nuove opportunità per i giovani, sostegno alle piccole e medie imprese. Da una Provincia a due, con la creazione di quella composta da Ivrea, Eporediese e la parte confinante del Canavese: è il primo obiettivo di Denis Martucci (Da sempre ci siamo). In programma anche l?istituzione di Mappano a comune autonomo. Critiche alle Olimpiadi, «concentrate solo su Torino e la Valle Susa», e promessa di finanziare come contropartita le valli escluse dai Giochi. Cautela sulla Tav: «Per servire serve, ma bisogna coinvolgere i residenti ed approfondire gli studi di impatto ambientale». E l?inceneritore? «Tra le nostre ipotesi, un impianto più grande ma a livello regionale, collegato con la linea ferroviaria: un modo per allontanarlo dagli abitati e produrre reddito servendo anche alcune zone della Lombardia». Le politiche del lavoro sono uno dei cardini del programma di Antonio Piarulli, fondatore del Movimento Politico Pensiero e Azione. Inutile inseguire nuove competenze per la Provincia: bisogna ottimizzare quelle attuali. Ancora più importante, secondo Piarulli, «restituire rappresentatività ad un?ente da gestire nell?interesse di tutti, senza personalismi e sete di potere»: «Per questo chiediamo ai cittadini di riflettere prima di dedicare il loro voto. Il nostro Movimento non sarà una meteora». Nemmeno Tiziana Sorriento, (Codacons-Lista Consumatori), rivendica nuove competenze per Palazzo Cisterna. In compenso, registra «la totale assenza» dell?ente su molte di quelle tradizionali: «Mi riferisco al monitoraggio del territorio sul fronte dell?inquinamento atmosferico ed elettromagnetico». I punti dolenti, è l?accusa, sono la proprio capacità di controllo e di informazione. Idem per altre tematiche ambientali: «Emblematico il caso dell?inceneritore, oggetto di scelte che passano sopra la testa dei cittadini». Carente, se non assente, anche il ruolo della Provincia nella promozione di campagne informative a tutela dei consumatori. I temi del lavoro e della casa sono solo due fra le priorità di Paolo Ferraris (Democratici europei di centro). Dove sotto la voce «lavoro» convergono sfide diverse: «Salvaguardare la capacità produttiva del territorio; creare le condizioni per la difesa delle piccole e medie imprese; difendere i posti di lavoro a rischio». Ma anche, «favorire forme fidejussorie e di garanzia a favore delle imprese, con riguardo ai piccoli esercenti». Fondamentale la difesa del diritto «ad una casa decorosa e a prezzi equi». Il tutto nello spirito di un?amministrazione che, mai come oggi deve essere al servizio del cittadino.
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