Buste paga più leggere E a ottobre stangata Iva
Buste paga più leggere E a ottobre stangata Iva
roma Altro che crisi dietro l’ angolo, il peggio potrebbe arrivare. Con le relative conseguenze per quanto riguarda le tasche degli italiani. La prima brutta sorpresa è in arrivo nelle buste paga che in questo mese avranno al loro interno l’ aumento dell’ addizionale Irpef per l’ intero 2011, il ritocco del 2012 e l’ acconto del 30% delle addizionali comunali che sono state sbloccate nella manovra della scorsa estate. Secondo un calcolo della Uil, una famiglia media potrebbe pagare fino a 371 euro in più (ma il calcolo differisce da regione a regione), mentre il rincaro delle addizionali comunali potrebbe portare l’ incidenza pro capite da 129 a 171 euro. Sempre in media. Ma le brutte notizie non si fermano qui. Il doppio rialzo delle aliquote più alte Iva scatterà ad ottobre. Come previsto dal decreto Salva-Italia. La conferma arrivata l’ altra sera dal viceministro all’ Economia, Vittorio Grilli, durante Ballarò scatena proteste ed allarmi. Soprattutto da parte delle associazioni dei consumatori e di quelle agricole che denunciano l’ ennesima stangata e fanno due conti in tasca agli italiani. Che si troveranno a fronteggiare un altro “salasso”. Oltre 400 euro in più di spesa a famiglia. E – come spiegato sempre da Grilli – non c’ è al momento nessun tesoretto per abbassare le tasse sui redditi (almeno i più bassi) e quindi in parte sterilizzare l’ aumento. La norma inserita nel Salva-Italia è quella che consentirà di mettere a segno il pareggio di bilancio e prevede che dal primo ottobre 2012 «è disposto – spiega il governo – l’ incremento di due punti percentuali dell’ aliquota ridotta e dell’ aliquota ordinaria Iva che saliranno, rispettivamente, al 12% (dall’ attuale 10%) e al 23% (dopo l’ aumento al 21% già in vigore)». Ma appena il mese scorso il premier Mario Monti rassicurava: «È possibile» che a settembre l’ Iva non aumenti: «le clausole di salvaguardia erano dei buchi nei quali si poteva andare a cadere. E una parte della durezza del Salva Italia era dedicata» a evitarlo. Il problema era insomma garantire la tenuta del percorso di rientro del deficit ed evitare (come previsto dal precedente governo) di mettere mano ad una sforbiciata indistinta alle detrazioni fiscali (la precedente clausola di salvaguardia). Ma l’ intenzione espressa da Monti e da molti del governo e del Parlamento era comunque di evitare l’ aumento dell’ Iva. Ma ora Grilli taglia corto e conferma che lo scatto in avanti ci sarà. Nessun piano «b» da percorrere allo stato viene indicato dal governo. Scatta così l’ allarme di molti. Perché è di palmare evidenza l’ impatto che questa misura avrà sui portafogli, dunque sui consumi e sulle possibilità di ripresa. Il Codacons calcola che l’ aumento dell’ Iva dal 21 al 23% significherà una stangata per la famiglia media da 2,5 componenti di 352 euro annui e di 418 euro per una famiglia di 3 persone. Insomma una «scelta sciagurata», afferma il Codacons. Anche nel Pdl storcono il naso: «ci stupiamo delle parole del viceministro Grilli – dice l’ ex sottosegretario all’ Economia, Luigi Casero – L’ aumento porterà ad un ulteriore incremento dell’ inflazione e comunque ad un aumento della pressione fiscale». © riproduzione riservata.
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