2 Novembre 2014

Buste invertite: test di medicina da rifare

Buste invertite: test di medicina da rifare

MISKA RUGGERI «L’ è tutto sbagliato, l’ è tutto da rifare!», ripeteva sempre l’ indimenticabile Gino Bartali a ogni tappa persa. Ma il motto-simbolo del campione toscano è perfetto anche per dipingere la nostra scuola, governata dalla sua corregionale Stefania Giannini. Una linguista abituata ai voli (…) :::segue dalla prima MISKA RUGGERI (…) in compagnia di Roberto Benigni, a quelli pindarici per distribuire qua e là lauree ad honorem a personaggi famosi (come rettrice dell’ Università per stranieri di Perugia) e a rivoluzionare il dress code delle istituzioni a colpi di topless baolneari. Come se non bastasse la recentissima notizia di ben 5 mila ripescaggi (ma di certo non finisce qui…) tra gli studenti che non avevano superato il test di medicina per entrare all’ Università (solita sentenza del solito Tar), oppure l’ intenzione più volte manifestata dal ministro Giannini di abolire il test di medicina e quindi il numero chiuso per questa facoltà (prepariamoci a un’ alluvione di dottori a spasso), ecco, ad aumentare il caos, che il Miur – cioè ministero dell’ Istruzione, dell’ Università e della Ricerca – ha dovuto annullare le prove scritte del primo concorso nazionale per l’ ingresso alle Scuole di specializzazione in Medicina a causa di una «grave anomalia» verificatasi nei test del 29 e 31 ottobre. In pratica il Cineca, il consorzio interuniversitario incaricato di distribuire i test, ha commesso «un errore nella fase di codifica delle domande durante la fase di importazione» di queste ultime nel data-base utilizzato per la generazione dei quiz. Tradotto: sono stati invertiti i quiz del 29 ottobre con quelli del 31, per le 30 domande di carattere generale riguardanti l’ Area Medica e le altrettante riguardanti i Servizi Clinici. Così i candidati – neolaureati o professionisti – che hanno affrontato tutte le 60 domande (8.319), quelli che hanno sostenuto solo i quiz dell’ area Medica (2.125) e quelli che si sono invece sottoposti solo ai quesiti dei Servizi Clinici (798) dovranno tutti ripetere la prova il prossimo 7 novembre, con gli ovvi problemi anche di carattere logistico che ciò comporta. Insomma, ben 11.242 persone sulle 12.168 che mercoledì e venerdì scorsi si erano cimentate nell’ impresa in tutta Italia (distribuiti in 117 sedi e 442 aule). Nessun problema per le 10 domande specifiche per ciascuna tipologia di Scuola, per quelle dell’ area chirurgica (prova del 30 ottobre) e per i 70 quiz comuni a tutti (prova del 28 ottobre). Inevitabili, comunque, sono scoppiate subito le polemiche. Il Codacons ha già fatto sapere che avvierà una causa collettiva di risarcimento danni sia contro il Miur sia contro il Cineca. «È un vero e proprio scandalo» ha dichiarato il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi. «Ripetere i test significa subire un danno morale e materiale immenso». «Quanto sta accadendo è di una gravità senza precedenti. Il ministro Giannini dovrebbe avere la decenza di chiedere scusa e di dimettersi», sostiene il deputato (un medico specializzo in chirurgia d’ urgenza e già vicepresidente della Puglia) di Forza Italia Rocco Palese. Se non altro, il Cineca, cioè il principale responsabile, ha ammesso in una nota il macello e chiesto scusa ai candidati, alle loro famiglie, al Miur e al governo, annunciando che si farà carico delle spese e «degli eventuali danni procurati agli studenti per il rifacimento della prova». MISKA RUGGERI

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