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14 Gennaio 2018

Buste della discordia anche in farmacia

i medici sono favorevoli, i clienti meno: 8 su 10 si portano sacchetti da casa
di ILARIA TRADITI OTTO CLIENTI su dieci non prendono più la busta in farmacia ma preferiscono utilizzare la propria borsa o portare via la merce direttamente tra le mani. Ecco l’ effetto della nuova legge entrata in vigore dal primo gennaio stando a quanto ci hanno raccontato alcuni farmacisti del capoluogo. «Molti clienti si sono lamentati – spiega Gabriele Morselli titolare della farmacia «La salute» di Pietralacroce – e fanno di tutto per non dover acquistare le buste, spesso uscendo con la merce nelle tasche o tra le mani. C’ è stato senza dubbio un drastico calo del consumo di shopper in plastica. Noi siamo obbligati a dare quelle biodegradabili e compostabili, riutilizzabili come sacchetti dell’ umido, perchè vendiamo anche prodotti alimentari». La nuova legge infatti prevede che i sacchetti presentino un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40%. Inoltre non potranno essere riutilizzabili e dovranno essere distribuiti esclusivamente a pagamento. In questa farmacia si pagano 5 centesimi, come da Zecchini in piazza Roma. «Abbiamo aderito con piacere a quanto stabilito dalla legge – ha spiegato il titolare Lorenzo Zecchini- e anche i nostri clienti hanno reagito tutto sommato bene. Indipendentemente dal formato facciamo pagare 5 centesimi a busta e sicuramente adesso le persone stanno più attente a non sprecare le buste. Si arrangiano con le loro sporte e borse oppure mettono i prodotti nelle tasche. Eravamo arrivati a un eccesso, prima chiedevano la busta anche per un pacchetto di caramelle». In effetti la novità introdotta da inizio 2018 mira a salvaguardare l’ ambiente e ridurre gli sprechi. «E’ giusto risvegliare una coscienza ecologica – prosegue Zecchini- puntiamo a educare la clientela e far capire che è giusto agire con coscienza e senso civico». Per il Codacons invece quella sulle buste si configura come una vera e propria tassa occulta secondo le stime peserà sulle tasche dei consumatori dai 20 ai 50 euro all’ anno a seconda della frequenza degli acquisti. Ecco perchè presso la farmacia Palmieri in corso Garibaldi hanno deciso di stabilire un prezzo simbolico, di 2 centesimi, per le shopper in plastica mentre quelle in carta continuano ad essere gratuite. Spetta al cliente decidere in base agli acquisti di medicinali, cosmetici, integratori, prodotti per l’ infanzia etc di quale servirsi. «Non abbiamo avuto le stesse lamentele dei supermercati ma il malumore ancora c’ è – dichiara la farmacista- del resto non dipende da noi, se non le facciamo pagare veniamo sanzionati». Tutte le farmacie che abbiamo visitato hanno comunque posizionato bene in evidenza, vicini alle casse, i cartelli di avviso con tutti i riferimenti alla nuova legge. Che in uno degli articoli stabilisce che il prezzo di vendita di qualunque tipo di borsa di plastica fornita alla clientela debba risultare dallo scontrino o fattura. Se non rispettano la norma i farmacisti rischiano una multa salata, da 2.500 fino a 25mila euro.
ilaria traditi

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