5 Gennaio 2018

Busta bio, la rivolta nei market

i clienti: «pagare i sacchetti? regaliamo già troppo allo stato»
Qualche secondo davanti al cartello che annuncia la novità dell’ anno, poi la decisione: niente sacchetto, «perché regalo già abbastanza soldi allo Stato», sbotta Claudio Pau, pensionato. Prende le sue quattro mele, prezzate singolarmente (così come le arance), e si dirige alla cassa con intenzioni bellicose: «Non possono farmi pagare la busta se non la prendo». La tattica che sembra andar per la maggiore nei supermercati cittadini, dove il malumore per la decisione di imporre il pagamento delle buste per la frutta e la verdura è evidente. È l’ argomento degli ultimi giorni: nei market e pure sul web non si parla quasi d’ altro. PROVA SUL CAMPO La prova sul campo è d’ obbligo: Auchan, Carrefour, Conad, Superpan e ovviamente un discount. La reazione delle cassiere davanti al consumatore ribelle è quasi identica. Sguardo perplesso davanti alle clementine sfuse piazzate sul nastro e un sorrisino appena accennato. La sorpresa è al momento del pagamento, perché alcuni punti vendita impongono il pagamento della busta anche se non viene utilizzata, altri optano sullo storno della cifra segnata in automatico. E poi c’ è chi non lascia scelta: «L’ acquisto senza sacchetto non è consentito, sono regole aziendali». Già questo è sufficiente per capire che sulla legge di conversione del decreto legge 2017 c’ è ancora confusione. CONSUMATORI IN RIVOLTA «È la barzelletta d’ inizio anno, una tassa senza senso creata per rubarci soldi», polemizza Franca Pisu, quarantasette anni, casalinga. «Lei crede che il governo lo abbia fatto davvero per l’ ambiente? Questa è speculazione», commenta Michele Fois. «Non si tratta dei due centesimi ma di una questione di principio», chiarisce Carla Spiga. «Con tutte le cose più urgenti da fare mi fa ridere che abbiano perso tempo anche solo per pensare a questa legge assurda». C’ è chi sbuffando si adatta alle nuove regole, altri si ribellano: «Una pagliacciata, tanto è vero che ho preso un’ arancia e non l’ ho messa nel sacchetto. Se alla cassa dovessero fare storie, la lascerò lì», anticipa Alessia Picci. ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA «È incredibile: i consumatori pagano i sacchetti anche se non li prendono», attacca Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione nazionale consumatori. «Alle casse il sovrapprezzo scatta in automatico, chiediamo di porre rimedio a questa situazione assurda o scatteranno denunce a tutela dei consumatori». E mentre il Codacons ha presentato un esposto a 104 procure di tutta Italia («Chiediamo di aprire indagini sul territorio alla luce del possibile reato di truffa, verificando il comportamento di ipermercati, supermercati ed esercenti, perché stanno arrivando segnalazioni da parte dei consumatori di tutta Italia che denunciano come il costo degli shopper venga addebitato anche in assenza di acquisto dei sacchetti», spiega il presidente Carlo Rienzi), interviene anche la Confesercenti provinciale di Cagliari. «La polemica non è relativa agli importi, certamente sostenibili, ma riguarda l’ impossibilità di scegliere di non far pagare il sacchetto, a causa delle sanzioni pesantissime che possono arrivare anche a 25.000 euro», polemizza il presidente Davide Marcello. PIGLIARU La polemica cresce, insieme al caos, perché il ministero dell’ Ambiente annuncia una correzione alla legge (con la possibilità di utilizzare sacchetti portati da casa, purché monouso e idonei agli alimenti). Intanto il presidente della Regione Francesco Pigliaru dice la sua. «Sono polemiche difficili da capire. La norma fa la cosa giusta: l’ uso dei sacchetti di plastica genera un incalcolabile danno ambientale. Nessuno meglio di noi sardi sa quanto devastante è il danno che produce il consumo eccessivo di plastica: basta guardare ciò che arriva dal nostro mare sulle nostre spiagge. In Sardegna abbiamo un motivo in più per giudicare positivamente la norma: amplia il mercato dei prodotti verdi e migliora le prospettive di chi investe nella chimica verde, un settore nel quale è possibile creare da subito centinaia di nuovi posti di lavoro».
sara marci

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