23 Gennaio 2020

Business funerali 3,5 mld annui

PALERMO – “I cartelli di pompe funebri smantellati nei giorni scorsi dai carabinieri di Bologna rappresentano una goccia nel mare, perché il fenomeno del racket del caro estinto è ancora diffusissimo negli ospedali italiani”. Lo denuncia il Codacons, che da anni lancia l’ allarme sui “rapporti illegali” tra infermieri, personale delle camere mortuarie e imprese funebri. “Il business dei funerali raggiunge in Italia quota 3,5 miliardi di euro annui e vede attive nel nostro Paese più di 5mila imprese funebri – spiega il Codacons -. Un giro d’ affari enorme che fa gola a soggetti senza scrupoli, avvoltoi pronti a pagare profumatamente infermieri e medici per avere in tempo reale i nominativi dei deceduti, così da avvicinare i parenti del defunto e sfruttare la loro situazione di sofferenza e confusione, offrendo servizi funebri a tariffe maggiorate rispetto ai prezzi di mercato”. In base ai calcoli del Codacons, infatti, i “funerali con tangente incorporata” costano mediamente il 30 per cento in più rispetto ai costi medi dei servizi funebri. Il Codacons chiede, dunque, di estendere i controlli in tutti gli ospedali siciliani per “stroncare le collusioni tra pompe funebri, infermieri e camere mortuarie”. Dall’ associazione dei consumatori anche l’ invito ai parenti dei defunti a “non accettare mai l’ offerta di agenzie che si presentano e offrono servizi senza essere state esplicitamente chiamate. Anche in queste situazioni drammatiche occorre avere il sangue freddo di dire un ‘no’ deciso”.

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