9 Giugno 2007

Bush, operazione Jupiter

Roma. Forse il presidente George W. Bush non sa di essere scomodo e imbarazzante per il governo italiano almeno quanto lo sono il generale Roberto Speciale, la gestione del tesoretto, la riforma delle pensioni e i dossier sui conti bancari. Tant`è che qualche giorno fa aveva ottimisticamente dichiarato di sperare che la sua visita potesse “dare più coraggio a Romano Prodi per l`Afghanistan“. Non sa quanto si sbagliava. Perché – sebbene ieri Prodi abbia invitato a non “drammatizzare“ le contestazioni – il dato di cronaca oggettivo è che il presidente del Consiglio stamattina dovrà digerire il presidio “No Bush“ di una parte della sua maggioranza nonché il mega corteo dei movimenti che contesterà anche lui. E non può neanche permettersi di fare la voce grossa, visto lo stato di salute dell`Unione. “Il massimo che è riuscito a ottenere (pregandoli) è che forse i ministri non andranno a tirare anche loro le uova al presidente degli Stati Uniti“, dice Fabrizio Cicchitto, il vicecoordinatore di Forza Italia. Così se per gli organizzatori della manifestazione no global il dato politico è “la grande mobilitazione della sinistra contro Bush e contro la politica estera del governo Prodi“, per Silvio Berlusconi “c`è da vergognarsi di come ci accingiamo ad accogliere un alleato“. E questo mentre un ministro della Repubblica (Paolo Ferrero) definisce Bush “un guerrafondaio“, mentre un altro ministro (Fabio Mussi) esulta per l`unità della sinistra nel nome del nobushismo. E mentre il Viminale trae un “sospiro di sollievo“ per l`annullamento dell`annunciata visita del presidente americano alla comunità di Sant`Egidio a Trastevere. Perché se Bush nel 2006 ha visitato Kabul assediata dai talebani, oggi non potrà visitare il centro di Roma (un luogo a metà tra la capitale afghana e Sadr City, non resta che pensare) dato che “non siamo sicuri – dice la Questura – di poter garantire la sua incolumità“. Ieri perfino il Codacons, l`associazione dei consumatori, annunciava di voler citare in giudizio gli Stati Uniti per i “disagi“ a cui la visita del presidente Bush “sottopone“ i cittadini romani. Insomma la chiosa più plastica di quanto sta accadendo l`ha offerta ieri il vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli, quando ha spiegato che “Bush sarebbe accolto meglio se andasse a Cuba“.

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