7 Dicembre 2017

I bus turistici ci riprovano piazza Venezia sorvegliata

IL CASO Non è che un debutto, minacciano i padroncini dei pullman turistici, la lobby dei bestioni che ieri ha barrito in centro e ora promette rivoluzioni. Oggi il secondo atto: nuova manifestazione dopo quella di ieri a piazza Venezia. «Ci incateneremo al Campidoglio», dicono gli autisti. L’ amministrazione corre ai ripari per evitare un’ altra mattinata da incubo ai romani: saranno dislocati agenti fin dalle prime ore della mattinata a piazza Venezia per impedire mosse, anzi manovre strane. Controlli più serrati anche intorno a piazza dell’ Ara Coeli, sotto la cordonata michelangiolesca che porta a Palazzo Senatorio. Intanto, però, si contano i disagi e gli stomaci ulcerati. Lungotevere, via Petroselli e Circo Massimo: tutto paralizzato ieri mattina, con sessanta mezzi in giro, vuoti, senza turisti solo con gli autisti. La protesta, sulle pelle dei romani e sui diritti di tutti, è stata organizzata contro il nuovo regolamento del Comune che prevede tariffe più alte e restrizioni nelle vie centrali. «Questo è un atteggiamento irresponsabile, una protesta del tutto irregolare che mette in difficoltà il servizio pubblico ed è solo a danno dei cittadini. La polizia locale sta provvedendo all’ identificazione dei conducenti», è la linea dell’ assessore ai Trasporti Linda Meleo, che non intende trattare né arrivare a ulteriori mediazioni quando la delibera approderà in aula per il sì definitivo (il nuovo regolamento dovrebbe essere operativo dall’ estate del 2018). LE CONTROMOSSE Ieri mattina 13 autisti sono stati identificati dalla polizia e dai vigili urbani, alcuni di questi anche multati. Loro, i sindacati dei torpedoni, restano sul piede di guerra. Dice Andrea Genovese (Ermet Bus): «Cosa c’ è da aspettarsi da chi si inginocchia al cospetto dei Tredicine, facendo invece la voce grossa con chi non ha poteri lobbistici?». In questo derby degli interessi particolari e di diritti acquisiti che sembrano eterni come la città, c’ è di sicuro che le aziende titolari dei pullman turistici proprio non vogliono mollare la presa né la protesta. E quindi minacciano disagi e ripercussioni, oltre ai ricorsi al Tar (ci sarà un giudice a Berlino magari granturismo?) appena la delibera diventerà operativa. Un ricatto che la giunta Raggi non intende ascoltare. All’ origine della mobilitazione (per modo di dire, visto che la tecnica di guerra è proprio statica) c’ è dunque la delibera d’ istituzione delle zone a traffico limitato per i bus e il nuovo regolamento per l’ accesso e la circolazione degli autobus turistici che prevede di rendere off-limits il centro per i torpedoni. Meleo continua a dire che non si tratta di una persecuzione ma solo di regole. Come, spiega, «l’ abbattimento della circolazione dei torpedoni davanti ai monumenti ma sono previsti nuovi posteggi per agevolare il flusso e il deflusso dei bus turistici. Non penalizziamo chi lavora». Ma evidentemente non va bene ed ecco così come nasce lo scontro. LO SCONTRO Raggi non è intenzionata alla retromarcia e anzi aggiunge: «Quello che Roma deve fare è pretendere un turismo di qualità. Stiamo lavorando – spiega la sindaca – per andare in una nuova direzione, il cambiamento deve essere visto come un’ opportunità di crescita e sicuramente lo sarà». La linea è quella dura, nessuna trattativa e ulteriore apertura, spiegano dal Comune. Rimangono i problemi e il rischio di nuovi disagi. Ieri il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica in cui si chiede di aprire una indagine per i reati di blocco stradale e violenza privata. Per oggi nuova protesta: piazza Venezia sarà presidiata. Per evitare il paradosso di una Capitale dove i bus pubblici non passano e in compenso ci sono quelli privati che sostano fermi e vuoti bloccando così il traffico. S. Can. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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