Bus, stop di quattro ore ma la città ha retto
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fonte:
- la Repubblica
Bus, stop di quattro ore ma la città ha retto
Trasporti, per i romani secondo sciopero nel giro di una settimana. Ma per fortuna, ieri lo stop nazionale di quattro ore, che nella capitale è stato dalle 11 alle 15, non ha messo in ginocchio la città perché a fermarsi sono stati solo bus e tram. La metropolitana e le ferrovie concesse, vera chiave di volta della mobilità urbana, hanno funzionato regolarmente. Lo sciopero, proclamato da Cgil, Cisl, Uil, Faisa Cisal e Ugl, riguardava infatti i conducenti dei mezzi di superficie, che chiedono il rinnovo del contratto economico biennale, scaduto dallo scorso dicembre. E, come sempre, sull`adesione, è il solito balletto di cifre, con accentuate discordanze nelle percentuali. Per l`Atac, la partecipazione è stata del 53% nelle rete di bus, tram e filobus, dunque quasi un mezzo su due ha viaggiato regolarmente, del 61,6% per le 70 linee periferiche gestite dalla Tevere Tpl. La Filt – Cgil contrappone i suoi dati: 70% tra i dipendenti Trambus, 71% nel Cotral, quasi 90% tra i dipendenti della Tevere Tpl. “E` inutile fornire cifre non corrispondenti al vero per far vedere che i sindacati sono in difficoltà“, dichiara Alessandro Capitani, segretario di Roma e del Lazio della Filt-Cgil. I sindacati chiedono una rivalutazione del 6% delle retribuzioni, pari ad un valore di 111 euro mensili lordi. Le aziende, Asstra per il trasporto pubblico, Anav per quello privato, non vanno oltre i 60 euro mensili. Dunque la trattativa si è interrotta e lo sciopero di ieri rischia di essere il primo di una lunga serie, come avvenne per il rinnovo dello scorso contratto biennale, che fu rinnovato nel dicembre 2003 dopo due anni di ritardo. “Ormai – spiega Capitani – è diventata un`abitudine rinnovare il contratto con grande ritardo e poi liquidare gli arretrati con il meccanismo dell`una tantum, che non corrisponde mai ai soldi persi nel ritardo della contrattazione. Ma se non prevarrà il buon senso, con la mediazione delle istituzioni, proclameremo a breve un nuovo sciopero, questa volta di otto ore“. Carlo Rienzi, portavoce del Codacons, propone forme di protesta alternative allo sciopero del trasporto. “Gli scioperi dei mezzi pubblici – dice Rienzi – sono inutili e hanno come unico risultato quello di penalizzare gli utenti, privandoli di un servizio essenziale. I lavoratori del settore, le cui rivendicazioni sono assolutamente condivisibili e sacrosante, potrebbero dar vita a scioperi dei controllori o delle biglietterie, ossia consentire ai cittadini di utilizzare gratuitamente i mezzi pubblici“.
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