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25 Ottobre 2001

Bus, pioggia di “no“ contro il caroticket

Il Comune contrario al progetto della Regione Dalle associazioni dei consumatori a Rifondazione, esposti e proteste contro i ritocchi del prezzo dei biglietti
Bus, pioggia di “no“ contro il caroticket

Pioggia di “no“, più o meno articolati, motivati, polemici, ma tutti senza appello, all`indomani dell`annuncio, anticipato da Repubblica, degli aumenti dei biglietti dei mezzi pubblici romani, metrò, bus e treni locali, tutti inclusi, complice anche l`entrata in vigore dell`euro. Aumenti che saranno ufficializzati in giunta alla Pisana forse già domani dall` assessore alla mobilità della Regione Lazio, Francesco Aracri, e che potrebbero entrare in vigore fin dal 15 dicembre. I consumatori sono già sul piede di guerra: il Codacons, ad esempio, ha subito annunciato un esposto alla commissione Euro della presidenza del Consiglio dei Ministri «perché la legge che vieta arrotondamenti al rialzo dei prezzi» e comunque, «il maggiore costo deve almeno consentire agli utenti di utilizzare il biglietto due volte nei giorni feriali e tre in quelli festivi». E, secondo la Federconsumatori, «il passaggio dalla lira all`Euro farà emergere qualche furbo che alzerà i prezzi: l`Atac è stata la prima ad uscire allo scoperto». Anche Stefania Vannucci, segretario Cisl Lazio, va giù dura: «Metto in guardia il presidente della Regione Storace dal prendere decisioni alla faccia di ogni concertazione e andando a pescare direttamente nelle tasche dei cittadini e delle famiglie meno abbienti di Roma e Lazio». «Sbagliata e dannosa l`eventualità», sostiene Rifondazione, «rincaro inammissibile: un abbonamento mensile verrà a costare quasi come un quarto di stipendio base» secondo il verde regionale Angelo Bonelli.

Ma anche il Campidoglio, a cui questi prossimi aumenti appaiono quasi un dispetto del Polo, che governa la Regione, contro il governo capitolino di centrosinistra, chiede l`alt alla giunta Storace: «Aumenti che sembrano iniqui, verso categorie svantaggiate. E invitano a riaccendere l`auto privata», dichiara Silvio Di Francia, coordinatore della maggioranza in Campidoglio, «I cittadini di Roma rischiano di essere penalizzati due volte: prima con l`aumento delle tariffe e poi come contribuenti, visto che Roma riceve già molto meno come finanziamenti per i trasporti, di quanto ricevano Milano, Firenze, o Bologna dalle rispettive Regione».
«La Regione Lazio, a cui spetta la decisione, ci ha presentato la sua bozza di delibera con un`ipotesi di aumento del costo dei biglietti: noi, in ogni caso, interverremo per salvaguardare le fasce sociali più deboli», hanno dichiarato gli assessori capitolini Marco Causi e Simone Gargano, che lunedì hanno appreso delle volontà regionali sull`aumento del costi dei biglietti.
«Saranno rincari contenuti, niente di trascendentale. Alla fine parliamo di 300400 lire d`aumento per il Bit che peraltro allungherebbe la durata della validità», ieri ha aggiustato il tiro lo stesso Aracri, «e d`altra parte» ha aggiunto, «bisogna rendere efficiente un servizio che non funziona». In realtà, la Regione prima ipotizzava aumenti assai robusti, come il Big, biglietto giornaliero da 6 mila lire a 7.750, e la tessera annuale da 360 a 450 mila lire.

Ma intanto è nuova rottura delle trattative tra la società Met.Ro e la Cnl Trasporti che aveva sospeso lo sciopero di venerdì scorso. Il sindacato autonomo ora ha deciso di riproclamare, in polemica con i confederali, lo stato di agitazione e ha annunciato “presto“, un nuovo sciopero di otto ore della metro.

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