BUONI PASTO: PROTESTA DILAGA NEL PAESE;ULTIMATUM BILLE`
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fonte:
- Ansa
DOPO TORINO E NAPOLI, SCIOPERO TOCCA ROMA, FIRENZE E BOLOGNA
(ANSA) – ROMA, 21 giu – La protesta contro il caro-ticket dilaga: dopo Torino e Napoli, domani sarà la volta di Roma, Firenze, Bologna e Perugia. A Milano lo sciopero, invece, scatterà lunedì prossimo. Esercenti e società emittitrici, pur avendo una posizione divergente sullo sciopero, chiedono un intervento rapido del Governo. Confimprese dà all`esecutivo altre 48 ore: se giovedì non saranno annunciate misure adeguate la protesta monterà ancora e coinvolgerà anche Autogrill. La maggioranza, però, sembra recepire il malessere dei commercianti ed assicura che nel ddl competitività verrà inserito un articolo che delega al Governo la possibilità di intervenire sulla questione. La presa di posizione più dura è arrivata Mario Resca, presidente di Confimprese, che al Governo ha dato un ultimatum: “Se il Governo non annuncerà iniziative adeguate fin dalla prossima Assemblea di Confcommercio in programma giovedì prossimo, la protesta si allargherà ad Autogrill, a Cremonini e ad altri Gruppi associati, compresi alcuni della grande distribuzione“, avverte Resca. Proprio oggi il presidente della Confcommercio, Sergio Bille, è tornato a ribadire la necessità di un intervento dell`esecutivo: “Sono in corso contatti con i ministri Siniscaldo e Scajola per arrivare ad un risultato soddisfacente“, precisa. A chiedere che il Governo agisca è anche l`Aieb, l` associazione della Confesercenti che raggruppa le società emettitrici di buoni pasto. Pur contestando lo stop deciso dai pubblici esercizi, il presidente dell`associazione, Luigi Ferretto, auspica un intervento al fine di stabilire regolare chiare, che consentano gare “non al massacro“, dove sia garantita la “par condicio“, cioé la partecipazione di tutti i soggetti anche i più piccoli. Le nuove regole che l`esecutivo dovrebbe mettere a punto passano anche, secondo Ferretto, per l` introduzione del ticket elettronico, che permette “agli esercenti di aumentare il loro giro d`affari“, ed ai consumatori “di usufruire di una maggiore varietà di servizi“. Ed alle sollecitazioni che arrivano un po` da tutte le parti, la maggioranza sembra rispondere. Guido Crosetto, relatore del ddl competitività, ha annunciato che nel provvedimento sarà inserito un articolo che delega al Governo la possibilità di intervenire in materia di buoni pasto. “Gia la prossima settimana – spiega – il testo sarà presentato alla camera“. Domani lo sciopero contro i ticket dilagherà al centro Italia. I pubblici esercizi romani, fiorentini e perugini dal 22 giugno, infatti, non accetteranno più i buoni pasto. I romani rischiano addirittura di non poter pagare con i ticket neanche nei supermercati. “Si pagano commissioni esagerate, fanno le gare al ribasso e cercano di mettere i costi sulle nostre spalle – afferma Nicola Gaudenzino, presidente della Fipe-Confcommercio Roma, che rappresenta 19.000 esercizi pubblici nel Lazio di cui 12.000 a Roma – La protesta andrà avanti fino a quando non riusciremo a sensibilizzare i politici“. Oggi, invece, a protestare è toccato agli esercenti napoletani aderenti all`Ascom-Confcommercio incrociare le braccia per “protestare contro l`ingiustificato aumento delle commissioni imposte dalle società emettitrici a seguito delle gare al ribasso effettuate con le aziende pubbliche e private convenzionate con il sistema dei ticket restaurant“. A Torino, dove lo sciopero è in corso ormai da due giorni, si tracciano i primi bilanci. Gli esercizi che hanno aderito alla prima giornata di stop ai ticket hanno incassato in media in meno il 28%, anche se la perdita reale è del 14% considerando le spese inferiori. Secondo l`Epat, l`associazione della Confcommercio che rappresenta la maggioranza dei pubblici esercizi, hanno aderito allo stop il 62% dei pubblici esercizi torinesi. “Dopo il caffé offriremo ai clienti il dessert. Piuttosto daremo i pranzi gratis invece che pagare le commissioni alle società emettitrici“, afferma Gerardo Paolo Troccoli, presidente dell`Epat Ticket. Si schierano contro gli aderenti allo sciopero i consumatori. Il Codacons invita a boicottare i negozi che non accettano i ticket in quanto “gli esercenti si sono già rifatti delle alte commissioni, rialzando i prezzi in modo selvaggio con il risultato che dal 2001 ad oggi un pranzo fuori casa costa mediamente l`83% in piu“. (ANSA).
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