9 Settembre 2017

I buoni pasto entrano in agriturismo Il tetto di otto ticket per ogni conto

partono le nuove regole più elastiche sull’ utilizzo dei tagliandi
Achille Perego MILANO AL BAR o nel fast food sotto l’ ufficio, al supermercato ma anche nei mercati rionali, in quelli degli agricoltori e negli agriturismi. E se ne potranno utilizzare non più solo uno ma otto alla volta. Da oggi, scattano le nuove regole per l’ uso dei buoni pasto che negli anni sono diventati, ricorda il presidente di Agriturist (l’ associazione degli agriturismi di Confagricoltura), Cosimo Melacca, «una forma di sostegno al reddito delle famiglie, utilizzati per fare la spesa e non solo per consumare i pasti nella pausa lavoro». SECONDO Anseb e Cobes, le principali associazioni a cui aderiscono le aziende che li emettono, i buoni pasti (introdotti come servizio sostitutivo delle mense aziendali) vengono usati da 2,5 milioni di lavoratori in più di 120mila esercizi convenzionati con un giro d’ affari di 3,4 miliardi all’ anno. E adesso saranno molti di più i punti vendita che potranno accettarli. Il decreto che entra in vigore oggi prevede infatti che, oltre alla possibilità di cumulare in una sola volta 8 buoni (pratica che nella realtà era già diffusa ma contro la legge) si possano spendere non solo al bar, in pizzeria, al fast food, al ristorante o nei supermercati ma anche in 23mila agriturismi, negli ittiturismi, negli spacci aziendali, nei mercati e nei mercatini compresi quelli dove 260mila agricoltori effettuano la vendita diretta di prodotti a chilometro zero. L’ importante è che si tratti di cibi o bevande pronti al consumo, sottolinea il presidente dell’ Anseb, Emmanuele Massagli, secondo il quale la scelta degli otto buoni è stata «centrista» rispetto ai piccoli esercizi contrari al cumulo e la grande distribuzione favorevole al cumulo libero. L’ importante ora è usare i diciotto mesi di prima attuazione del decreto per monitorare il mercato ed eventualmente intervenire «perché sia sempre più chiara la nuova norma e sempre più diffuso uno strumento prezioso per il benessere dei lavoratori». SODDISFATTE le associazioni agricole, dalla Cia alla Coldiretti, che segnalano questa grande opportunità con già 4 italiani su 10 che fanno la spesa in campagna. Il Codacons invece avrebbe preferito una liberalizzazione totale. Tra le novità, anche quella che i buoni pasto, il cui valore medio in Italia è inferiore ai 4 euro contro i 9 di Spagna e Francia e i 6-9 della Germania, potranno essere spesi non solo nei giorni lavorativi. Restano i vincoli a non essere ceduti a terzi, a essere firmati, a non prevedere resti in contanti.
achille perego

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