Buoni pasto, domani tocca a Roma
-
fonte:
- Il Messaggero
A Torino rifiutati da un gestore su tre. In guerra anche alimentari e rosticcerie
ROMA – La rivolta contro i buoni pasto, partita ieri a Torino, approderà domani a Roma. Insieme ai baristi e ristoratori della Capitale cominceranno a rifiutare i ticket anche gli esercenti di Venezia, Palermo, Firenze e Perugia e forse anche di altre città. La serrata scatterà a Milano lunedì prossimo, «in una settimana, al massimo, arriveremo al blocco totale», annuncia Edi Sommariva, direttore generale della Fipe, l?associazione della Confcommercio che raccoglie 60mila tra bar e ristoranti dove si accettano i mini-assegni. Il motivo dello sciopero? Le commissioni troppo alte (dal 7 al 12%) richieste dalle società che emettono i buoni agli esercenti e i ritardi nei pagamenti. Cresce il malumore e la protesta si allarga: anche i negozi di alimentari, le rosticcerie e le gastronomie diranno «no» ai ticket, come già fa la catena di McDonald?s. I 24mila esercizi commerciali della Fida (federazione italiana dettaglianti dell?alimentazione aderenti alla Confcommercio) da domani rifiuteranno i buoni. Ai lavoratori non resta, per il momento, che spendere i ticket nei supermercati e nei locali che non aderiscono alla serrata.
A Torino, ieri, il 64% degli esercenti (due su tre) ha respinto i buoni, secondo l?Epat, l?associazione dei pubblici esercizi. E il Codacons si è rivolto alla magistratura, presentando un esposto al procuratore aggiunto di Torino, Raffaele Guariniello, in cui ipotizza il reato di serrata. Reato che non esiste più, replica Sommariva. L`Adoc, un?altra associazione dei consumatori, calcola che pagare in contanti anzichè con i buoni pasto può arrivare a costare alle famiglie italiane fino a 1.200 euro l`anno e chiede l`istituzione di una Commissione «che vigili sui processi di vendita dei ticket». Date ai lavoratori i soldi contanti in busta paga in sostituzione dei buoni, propone il segretario generale di Confintesa, Francesco Prudenzano.
Solo un intervento del governo può mettere fine a questa guerra. La Confcommercio ha inviato una lettera ai ministri dell`Economia, Domenico Siniscalco, e delle Attività Produttive, Claudio Scajola, nella quale sostiene che serve una delega al governo con l`obiettivo di vietare le gare al massimo ribasso salvaguardando il valore del buono-pasto nell`intera filiera. E? colpa dei maxi-sconti che i datori di lavoro chiedono alle società emettitrici dei ticket, sostiene l?associazione, se le commissioni sono così aumentate. Regole certe per il settore, reclama anche l?Anseb, l?associazione che riunisce le società dei ticket.
Per l`esecutivo parla il vice ministro delle Attività Produttive Adolfo Urso che invita l`Autorità garante per il mercato e la concorrenza ad avviare «un`istruttoria utile e necessaria per la massima trasparenza possibile. Lo sciopero dei buoni pasto – sostiene – è pienamente legittimo, ma bisogna evitare che a rimetterci siano gli anelli deboli della catena, i consumatori-lavoratori e gli esercenti».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: buoni pasto, epat, ferraro, guariniello, ticket, torino
