Buoni pasto, allarme del Codacons: “I supermarket fanno la cresta”
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fonte:
- Corriere.it
ALLARME CONSUMI Buoni pasto, allarme del Codacons: "I supermarket fanno la cresta" Sotto accusa piccoli esercizi commerciali dei quartieri Prati, Pinciano-Salario, Eur: "Dal valore del voucher, al cliente viene indebitamente sottratto circa il 10% " Locali che accettano buoni pasto (Fotogramma) ROMA – In tempo di crisi, la spesa si fa con i buoni pasto. Da Milano a Roma: molti piccoli supermercati, soprattutto nelle zone dove è più alta la concentrazione di uffici, accettano i cosiddetti ticket. Ma, denuncia il Codacons, è bene prestare attenzione. Dopo le polemiche dello scorso anno, sui rimborsi tardivi ai gestori delle quote e relativo sciopero , le associazioni dei consumatori mettono in guardia su una indebita trattenuta che viene effettuata da alcuni esercenti: "Nelle catene dei piccoli supermercati – segnalano dall’ associazione – la commissione viene addebitata al cliente e non è a carico del commerciante come invece dovrebbe essere". In pratica alcuni supermercati "fanno la cresta": dal valore indicato sul voucher, viene sottratta una quota, intorno al 10%, che il titolare del ticket non può spendere. Per fare un esempio: se un voucher vale 8 euro e 45 centesimi, il cliente beneficia di circa 7 euro e 61 centesimi, in quanto il 10% se ne va come commissione. Il Codacons non rileva al momento i nomi dei supermercati coinvolti, in quanto è allo studio una azione legale, ma spiega che si tratta di almeno 7-8 catene di esercizi commerciali. Esclusa dalle segnalazioni la grande distribuzione che, di norma, non accetta i buoni pasto. Buoni pasto (Ansa) TRATTENUTA INDEBITA – Sono molte le segnalazioni giunte al Codacons anche a Roma e Provincia: sotto accusa alcuni esercizi commerciali dei quartieri Prati, Pinciano-Salario, Eur. "In effetti, la cifra pagata non corrisponde con precisione alla cifra riportata sul ticket – osserva Gabriele Tonelli, in viale Europa, all’ Eur – ma pensavo fosse normale". Una situazione diffusa, che spesso passa inosservata. Il Codacons sottolinea come questa prassi, in realtà, non sia contemplata dalla legge. "Una pratica chiaramente illegale – affermano dall’ associazione – che viola sia gli appalti ed i contratti in essere tra l’ azienda e la societá emettitrice, sui quali è indicato il valore del buono, sia il contratto di lavoro, visto che il valore del ticket è stabilito in base ad una contrattazione aziendale tra datore di lavoro e sindacati". Attenzione alla spesa nei piccoli supermaket (Jpeg) LA SPESA CON I TICKET – E non va dimenticato un altro aspetto: i prezzi aumentano e il ticket copre sempre meno la cifra necessaria per consumare un pasto: un primo costa infatti da 4.5 a 7 euro, un secondo dalle 6 euro in su. Poi: acqua, caffè, frutta. La cifra media per pranzare al bar o in trattoria si aggira sulle 10-15 euro. "E’ un segno della crisi — fanno sapere dal Codacons – sempre più spesso gli impiegati si portano il pranzo da casa". Meglio allora usare i voucher come buono-spesa nei supermercati. Ma attenzione: non si potrebbe fare la spesa con i buoni pasto, anche se parliamo di una prassi ormai consolidata. I ticket infatti non sarebbero cumulabili. Detto questo, continua il Codacons, "nessuno di questi supermercati, però, ha avuto finora la revoca della convenzione, come dovrebbe essere e questo proprio perché sfruttano e si approfittano di un errore da parte del consumatore che, stando alle regole attuali, non potrebbe cumulare i buoni pasto". Il Codacons chiede ai consumatori di segnalare quali esercizi commerciali attuano "l’ indebita trattenuta". E l’ associazione rilancia: "Occorre aumentare la quota esentasse del voucher, ferma da anni a 5,29 euro, una somma oggi insufficiente, da sola, anche solo per acquistare un panino".
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