29 Dicembre 2011

Buon Capodanno sovietico La sinistra spegne i fuochi

Buon Capodanno sovietico La sinistra spegne i fuochi

Dopo un Natale all’insegna della
miseria (dovrei scrivere “sobrietà”,
ma proprio non ci riesco), con il centro
cittadino trasformato nella periferia
di Novosibirsk, non pensate che
per Capodanno la Milano di Pisapia
tornerà a illuminarsi. Lo stile Soviet
colpirà ancora almeno fino alla Befanovna
(un tempo nota come Epifania).
Così anche quella che un tempo
era l’unica vera città italiana si adeguerà
ai diktat di oltre 830 comuni in
cui sono stati vietati i “botti”. Tra loro
anche alcune grandi città rette da
giunte di sinistra.
Nella Torino di Piero Fassino, per
esempio, chi vorrà esorcizzare le
brutture del 2011 e salutare quelle
forse peggiori del 2012 con le tradizionali
salve contravverrà a un regolamento
che prevede multe fino a 500
euro e anche una denuncia penale
per chi fa esplodere «botti, fuochi
d’artificio, petardi e articoli pirotecnici
in genere». Dietro questa severa
decisione non c’è il timore che qualcuno,
come ogni anno, perda falangi,
arti o addirittura la vita per un incauto
maneggiamento degli esplosivi.
Tutto nasce da una tutela degli animali
domestici che soffrono per i rumori
causati dai botti.
Chi ha un cane già lo sa: in quei pochi
minuti che seguono la prima
mezzanotte del nuovo anno i cuccioli
di casa vanno a nascondersi sotto i
letti, terrorizzati. Giusto quindi tutelarli.
Però, invece di impedire a un’in –
tera città di festeggiare, sarebbe più
conveniente chiudere il cagnolino in
una stanza lontana dal clamore. O
abbandonare il calice dopo un sorso
e abbracciare il proprio cane, accarezzandolo
per farlo tranquillizzare.
Non è un sacrificio enorme per chi
davvero ama gli animali.
A qualcuno il provvedimento torinese
pare esagerato. In effetti, come
tutto ciò che odora di politicamente
corretto, esagerato lo è. E anche a
senso unico. Perché nessuno mi tutela
quando la cagnolona dei vicini
abbaia tutta le notti dell’anno alla Luna.
E se non c’è la Luna si accontenta
anche di Saturno, pur di non farmi
dormire. Ma a Torino hanno deciso
così: niente botti a San Silvestro, sì alle
auto che rombano per le altre 364
notti sugli infiniti rettilinei del castrum
di Cesare e ai caroselli sabatini
nelle strade intorno ai Murazzi.
A est la musica è la stessa. Se vi trovate
nella Venezia di Giorgio Orsoni a
cavallo di Capodanno, evitate persino
di rompere una noce. Tra campi e
campielli sparare i classici botti benauguranti
vietatissimo è! Ancora
una volta la Serenissima dimostra
tutta la sua idiosincrasia verso la primaria
fonte del proprio reddito: i turisti.
Presto per entrare in piazza San
Marco si dovranno indossare le “pat –
tine” come facevano le vecchie zie a
chi entrava in salotto. Anche in laguna
il desiderio di far cassa prevede
multe micidiali a chi fa scoppiare un
palloncino.
Le signore milanesi in sciarpa
arancione per ora non si sono ancora
fatte sentire. Dopo un coretto di elogi
a Pisapia e alla sua favolosa sobrietà
che ha spento in città le luci natalizie
“così cheap”, sono tutte fuggite in India
a ritrovar se stesse e dove saluteranno
il 2012 con il sacro Gange invece
che con un banale Gancia. Il loro
faro arancione è invece volato in
Thailandia. Scelta poco sobria, in
fondo. Molto più sobri noi, rimasti
qui a lavorare e a combattere le tarme
che iniziano a nidificare nel portafogli.
Pisapia dovrebbe essere già tornato
e quindi non è detto che, sulla scia
sobrio-animal-chic, non imponga
anche ai milanesi il divieto di botto.
La richiesta è già stata avanzata dal
Codacons. In questo caso non si tratta
di tutelare sensibili carlini e viziati
pechinesi. Evitando i botti il Codacons
prevede di ridurre l’inquina –
mento. Sta a vedere che spegnendo i
petardi si otterranno risultati che i
blocchi del traffico non hanno dato.
Anni persi incriminando i poveri Suv
e invece lo smog era dovuto a miccette
e mini-ciccioli.
Un altro suggerimento verso la sobrietà
nei festeggiamenti arriva anche
dalla componente ambientalista della
giunta Pisapia. Carlo Monguzzi,
pezzo grosso dell’area “verde” del
Partito Democratico e presidente della
commissione Ambiente, ha detto:
«È purtroppo dimostrato che far
esplodere petardi e botti provochi
terrore tra cani e gatti e altri animali
che fuggono, perdono il senso
dell’orientamento o, peggio ancora,
muoiono di crepacuore». Il Comune
ha fatto sapere che ci penserà. E probabilmente
il blocco ci sarà: non sia
mai detto che un botto improvviso
copra i guaiti del cupo Vinicio Capossela,
triste cantautore con il quale la
giunta arancione festeggerà in piazza
il nuovo anno. All’insegna della sobrietà,
of course.

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