Bullismo, la foto choc è diventata “virale” Identificato il branco
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Sentinella del Canavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
napoli, i cinque aggressori hanno meno di 14 anni oltre 270mila condivisioni per il post sul figlio picchiato
ROMA Oltre 270mila condivisioni del post con l’ immagine del volto tumefatto del figlio. A tanto arrivavano nel tardo pomeriggio di ieri. Ma il numero di quanti hanno risposto alla “denuncia social” di Salvatore, papà del ragazzino vittima di un gruppo di bulli, è destinato a crescere ancora. Al post diventato virale seguono centinaia di commenti che alternano parole di solidarietà a ragionamenti su quanto accaduto a suo figlio di 13 anni, picchiato venerdì pomeriggio da cinque ragazzini a Mugnano, Napoli. E mentre gli psicologi spiegano che forse quella foto non andava postata, proprio per tutelare la vittima, il genitore si dice sempre più convinto della sua decisione. «Viviamo nella società delle immagini – spiega – ho pensato che quella foto, seppure forte, sarebbe arrivata dritta al punto». Salvatore vuole «suscitare l’ animo delle persone e porre l’ attenzione su un problema: oggi è successo a mio figlio, domani può accadere al figlio di qualcun altro e non deve assolutamente succedere». Il suo intento è sensibilizzare genitori e ragazzi contro il bullismo: «È un fenomeno che esiste – sottolinea – e che deve essere combattuto». Un modo per dire: «Fate attenzione tutti quanti. E credo che il messaggio sia arrivato, anche in maniera forte con quella cruda immagine di mio figlio». Intanto, i carabinieri hanno identificato tutti i cinque componenti del branco che tre giorni fa ha aggredito il tredicenne, che era in compagnia di un amichetto. I componenti del branco hanno tutti meno di 14 anni, dunque non sono imputabili. Ma saranno ascoltati dagli investigatori in presenza dei loro genitori. Sull’ episodio i pediatri della più grande società scientifica di categoria, la Sip, hanno stilato una lista di consigli con la polizia di Stato e Facebook. Il vademecum è rivolto, più che ai ragazzi, ai genitori per aiutarli a individuare e poi affrontare il disagio che i figli stanno vivendo. Ascoltare, fermarsi, guardare i cambiamenti, non avere paura di parlare: sono questi i primi consigli per un genitore che teme che il proprio figlio possa essere vittima di bullismo. L’ invito rivolto ai ragazzi invece, è quello di aprirsi. Se hai un problema, suggerisce il vademecum, «parlane con qualcuno: un amico, i tuoi fratelli, i tuoi insegnanti, i tuoi genitori, una associazione o le forze dell’ ordine. Qualcuno potrà sicuramente aiutarti». A chiedere infine, che la magistratura intervenga direttamente sui social network è il Codacons che riconduce i fatti di Mugnano «alla presenza di numerosi gruppi su Facebook che incitano i giovani a commettere violenze, abusi e stupri nei confronti di coetanei, donne e disabili». (a.d’ a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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