22 Novembre 2018

BULLISMO: GIOVANI VIOLENTI HANNO FUNZIONI CEREBRALI E PSICOLOGICHE DIVERSE. POSSIBILE COMBATTERE VIOLENZA RICORRENDO ALL’ARTE COME TERAPIA

1 PERSONA SU 25 È DIPENDENTE DAL SESSO, SOLO NEL 20% DEI CASI SI TRATTA DI DONNE

DA CONVEGNO CODACONS CLAMOROSE RIVELAZIONI SU PSICHE, SESSO E ARTE

Importanti rivelazioni su sesso, pische e arte nel corso del convegno organizzato oggi dal Codacons contro bullismo e violenza sulle donne, nel corso del quale è stata illustrata la mostra sull’eros nell’arte antica diretta alle scuole di tutta Italia, realizzata in collaborazione col Dipartimento Pari Opportunità.
È stato infatti presentato un importante studio a cura del Prof. Giovanni Serpelloni, neuroscienziato esperto di dipendenze e docente presso la University of Florida, che dimostra come violenza, sesso e arte influiscano sul cervello umano, le differenze comportamentali esistenti tra uomo e donna e la possibilità di ricorrere all’arte come terapia contro il bullismo.
Il primo aspetto che emerge dallo studio è proprio quello relativo al bullismo: attraverso il ricorso alla risonanza magnetica funzionale è stato infatti appurato come i bulli abbiano funzioni psicologiche e cerebrali diverse rispetto ai soggetti che non ricorrono alla violenza, e reagiscano in modo diverso alla visione del dolore altrui provocato, dolore che stimola nel loro cervello l’area del piacere.
Per quanto riguarda invece il rapporto psiche-sesso, lo studio del Prof. Serpelloni analizza le differenze comportamentali tra uomo e donna: i primi prevalentemente si comportano come “bluetooth”, ossia indirizzano l’attenzione verso una moltitudine di possibili partner, in attesa che qualcuno accetti la “connessione”; le donne, al contrario, agiscono a livello mentale come “Wi-Fi”, ossia preferiscono concentrarsi su un unico e stabile collegamento.
Anche sul fronte della dipendenza esistono fortissime differenze tra i sessi: risulta infatti “sex addiction” 1 persona su 25; nell’80% dei casi si tratta di uomini, nel 20% di donne.
Non solo violenza e sesso: anche l’arte influisce in modo evidente sul cervello umano attivando alcune funzioni specifiche. Lo studio presentato nel corso del convegno Codacons dimostra infatti come l’arte, sia eseguita che osservata a valutata, produce modiche positive nel cervello e possa essere utilizzata come terapia perché produce neuroplasticita’ positiva, che è la capacità del cervello di modificare la propria struttura.

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