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19 Maggio 2019

Bullismo e violenza sulle donne si combattono anche attraverso arte ed erotismo

A Roma il 14 maggio si è inaugurata – con il prezioso apporto artistico di Vittorio Sgarbi e del brillante direttore del Museo archeologico di Napoli – una mostra apparentemente assurda, finanziata dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio e pensata da due ONLUS, il Codacons e la SIIPAC Lazio, intitolata ” L’ arte dell’ amore non violento nell’ antica Roma “, iniziativa contro il bullismo e la violenza sulle donne. In questa mostra, fino al 6 novembre, si potranno vedere pezzi originali venuti dalle stanze segrete del Museo Archeologico di Napoli, come impressionanti falli giganti e riproduzioni in 3D – opera del bravissimo Remy Verbanaz – che rappresentano posizioni e atti sessuali espliciti e di ogni tipo. A visitarla saranno soprattutto gli studenti delle scuole superiori guidati dalle psicologhe della Siipac con il fine di far capire loro come, proprio affrontando la sessualità scevra dal senso del peccato e libera come era a quei tempi, si previene l’ aggressività e la violenza tra sessi diversi. Attraverso le opere vengono raccontati alcuni aspetti del mondo della “donna” oggi e nella Storia, relativamente alla sfera dell’ affettività e della sessualità. Conoscere lo status e la lettura delle relazioni in una società antica come quella dei romani, può aiutare a comprendere quanto siamo ancora vicini a loro per certi aspetti, e quanto, invece, per altri ne siamo distanti. L’ idea di base è dunque che educare all’ affettività e alla solidità dei legami possa rappresentare un fattore di prevenzione contro qualsiasi atto violento. E l’ iniziativa è tanto sconvolgente e giusta che già numerosi musei in Italia e all’ estero hanno chiesto di poter ospitare la mostra dopo il 6 novembre, data fino alla quale resterà aperta e visitabile su prenotazione allo Stadio di Domiziano a piazza Navona.

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