11 Dicembre 2018

«Bulismo e violenza sulle donne sono piaghe da sconfiggere, ma siamo nela direzione giusta»

dessero non perché le donne non denunciano, ma perché episodi simili non accadono più. Ad ogni modo, il fatto che il nostro piano scadrà dopo le misure prese dal Governo ci permetterà di rimodulare la nostra azione a seconda delle esigenze del territorio». Sempre in questi giorni al Governo si è discusso della possibilità per le donne in gravidanza di rimanere al lavoro fino all’ ultimissimo momento… «Sono d’ accordo. Ci sono donne che ad esempio fanno lavori d’ ufficio. Se stanno bene durante la gravidanza, perché privarle di un’ opportunità che possono recuperare successivamente al parto. Obbligarle a stare a casa un mese prima, in questi casi, non avrebbe senso». In questo suo tour, è stata in una scuola superiore a Vimercate, Comune nelle scorse settimane balzato agli onori delle cronache nazionali per un grave episodio di cronaca e bullismo avvenuto in un altro istituto. Com’ è il termometro su problemi delicati come bullismo e cyber bullismo? « Bullismo e cyberbullismo fanno parte delle mie deleghe. Stiamo lavorando con una legge regionale del 2017 che detta le linee guida per progetti didattici e di sensibilizzazione che possano contrastare questi fenomeni. Abbiamo appena chiuso il bando “Bullout” con risorse importanti, quest’ anno di 400mila euro. Credo che stiamo andando nella direzione giusta. Le scuole e le associazioni devono però imparare a lavorare un po’ di più in rete. In questo senso anche noi come Regione dobbiamo migliorare, supportarli di più. C’ è l’ abitudine di pensare un po’ troppo al proprio orticello, quando invece alcune iniziative e alcuni progetti didattici potrebbero diventare qualcosa di più strutturato. L’ obiettivo è farli diventare nei prossimi anni dei veri e propri modelli all’ interno delle scuole». Pensate a iniziative che possano valorizzare momenti familiari. Un po’ come fanno numerose società sportive, c’ è la possibilità che analoghi progetti possano essere sperimentati al cinema, a teatro? «Il coinvolgimento della famiglia è fondamentale. Ho partecipato a diversi incontri anche io con esperti e con le famiglie, e mi sono resa conto che anche io come madre sto sbagliando tutto. E non nego che ho un po’ di paura nel pensare ai miei prossimi anni da genitore. Purtroppo, la tendenza dei genitori è quella di derubricare certi comportamenti a stupidate, ragazzate, sciocchezze, quando invece dietro c’ è qualcosa di più profondo. Bisogna portare i genitori a essere un po’ più responsabili. Spesso si dice che il bullismo c’ è sempre stato. Da una parte è vero, ma è altrettanto vero che i tempi sono cambiati. Con l’ avvento della rete, una foto o un video possono avere conseguenze più impattanti. Sì, con la mia collega allo Sport, mi piacerebbe creare una sinergia, una linea di intervento specifica sullo sport e proporre momenti di aggregazione e socializzazione». In collaborazione con altre realtà, pensiamo a Codacons, Codici, Moige o perché no, il nostro ordine, c’ è la possibilità la tanta, troppa, Tv pazzatura proposta in orari dove davanti allo schermo ci sono bambini? «E’ un tema effettivamente. Sul tema della violenza, abbiamo fatto un corso di aggiornamento e formazione all’ Ordine dei giornalisti proprio per capire come viene divulgata una notizia, il titolo, le foto che vengono pubblicate. Sulla Tv spazzatura voglio però pensare che i protagonisti, responsabili, siano i genitori. Devo essere loro a capire ed evitare che certi programmi siano visti in Tv o sugli smartphone dai nostri figli». Torniamo al tema violenza. Avete appena approvato il progetto di legge sulle telecamere negli asili nido. La gente tra l’ altro le vuole anche nelle case di riposo. Ma questa cosa non rappresenta un po’ una sconfitta…? «Nelle Rsa c’ è una legge approvata dalla passata legislatura. Credo in effetti sia una sconfitta. Ma è un problema che parte da molto prima. Ed è per questo che l’ investimento di questa legge non riguarda solo la videosorveglianza. Dobbiamo partire da una parte di formazione, prevenzione e sensibilizzazione. Non voglio giustificare nessuno, ma credo che sia disumano lasciare da solo un maestro di 64 anni con 20-25 bambini di due, tre anni. Non è più fattibile. Certo, uno dovrebbe avere la consapevolezza di non riuscire più a gestire certe situazioni, ma c’ è una parte di prevenzione dello stress che va portata avanti. E’ evidente che le telecamere da sole non bastano, sono un deterrente». Come assessore alla Genitorialità, è inevitabile una riflessione sul calo di nascite «E’ un tema che stiamo affrontando. Il problema è dovuto anche alla crisi. Chi decide di mettere al mondo dei figli, lo fa se c’ è una stabilità economica. Se non c’ è una stabilità economica, spaventa mettere su famiglia. Se a questo aggiungiamo che negli anni si è spostata molto in avanti l’ età della maternità, di conseguenza diminuisce la probabilità di avere dei nuclei familiari con due, tre figli. Temo siamo arrivati a un punto di non ritorno. Il “bonus famiglia”, detto molto sinceramente, ha fallito. E’ un aiuto importante, ma è un sostegno che poi finisce. Da questo punto di vista è senz’ altro un’ opportunità migliore il bonus sui nidi. Forse bisognava partire molto prima. E il discorso riguarda in maniera correlata anche le pensioni. Fare il nonno e aiutare i genitori a 60 anni è una cosa, a 80 è evidentemente un’ altra». Settimana scorsa Le è stata fatta un’ interrog a z i o ne sull’ iscrizione all’ anag r a f e di bambini da parte di persone dello stesso sesso… «Passiamo la palla allo Stato. La competenza non è esclusivamente nostra. Certo vigileremo sugli Enti locali perché le le linee guida del Governo vengano rispettate. Di sicuro c’ è il sospetto che dietro a queste iscrizioni ci siano pratiche violente e aberranti, consentite in altri Stati». In queste settimane, è inevitabile chiederLe qualcosa anche su presepe, canti di Natale e recite di fine anno «Assolutamente favorevole a tutto quello che riguarda le nostre tradizioni. Non si può pensare di cancellare le nostre tradizioni. Benissimo le multiculturalità, ma nel rispetto della nostra cultura. Non obblighiamo alcun bambino a fare la recita di Natale, ma nessuno obblighi noi a non farla».

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