Bufera sulla tassa di soggiorno tutti all’ attacco di Alemanno
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fonte:
- la Repubblica
Albergatori e operatori economici sono preoccupati. L’ opposizione parla di "pietra tombale sul settore". Solo Alemanno e il suo vice difendono l’ idea di far pagare i visitatori o di imporre un extra sugli arrivi e le partenza da Fiumicino.
Da Repubblica.it
Infuria la polemica sulle misure annunciate per ripianare i conti di Roma dalla tassa di soggiorno al pedaggio sul Grande raccordo anulare. Sindaco e vice contro tutti, ma anche Pdl diviso al suo interno. Alemanno-Cutrufo – "La tassa di soggiorno sarà progressiva, massimo 10 euro per l’ extralusso". Questo il primo commento di Gianni Alemanno.
Il sindaco, che ha ribadito che il bilancio previsionale 2010 sarà votato a luglio, ha spiegato che "ci sarà una parte di interventi a nostra disponibilità per mettere in equilibrio il bilancio. Avremo una serie di facoltà del Comune per fare tagli e mettere delle tasse che gravi sui turismi ma non sui cittadini". Sulla stessa linea il vicesindaco Mario Cutrufo che si inventa anche turisti felici di pagare una gabella in più: "Non è una tassa di soggiorno ma una tassa di scopo che pagherebbero i turisti e lo farebbero anche volentieri".
Gli albergatori – I presidenti di Confindustria Aica, Elena David, e di Confindustria alberghi, Maria Carmela Colaiacovo, si dichiarano estremamente sorprese e preoccupate. "Le notizie riguardo agli interventi per Roma sono estremamente allarmanti.
E’ gravissimo che in questo momento di crisi venga colpito proprio il turismo e il settore alberghiero in particolare.
Ipotizzare una tassa di soggiorno fino a 10 euro e un’ addizionale di 1 euro sui diritti di imbarco in arrivo e partenza dagli aeroporti della capitale, vuole dire chiudere le possibilità di recupero per un settore che già sta soffrendo gravemente per la crisi.
"Un provvedimento miope che danneggia la competitività di un settore che dovrebbe essere traino dello sviluppo e che più di altri può ancora generare occupazione, e iniquo perchè colpisce proprio quelle aziende che contribuiscono maggiormente alle casse comunali con le tante imposizioni locali cui sono soggette". Anche i proprietari di bed&breakfast e hotel di fascia media esprimono la loro preoccupazione. "Sono allarmata – dice la proprietaria di un b& b in zona San Pietro – la situazione non è rosea e questa tassa andrà a colpire i più piccoli che, come al solito, ne faranno le spese.
Non era proprio il momento di ricevere questa notizia, soprattutto dopo i problemi che abbiamo avuto con la nube del vulcano islandese: due settimane di prenotazioni cancellate". "Sono avvilita – aggiunge – non so che fine faremo di questo passo.
Poi perchè questa tassa proprio al turismo che dovrebbe essere incentivato? Mi sarei aspettata qualcos’ altro: tipo una RomaPass che non costasse 25 euro ma di meno e strade più pulite come mi fanno notare ogni giorno i miei clienti".
Lamentele anche da altri alberghi a prezzi contenuti, ovvero i tre stelle, che rappresentano una fetta importante della ricettività romana e che -dicono in molti- "temono di perdere clienti".
Le reazioni politiche "La tassa sul soggiorno contenuta nella manovra rischia di essere la pietra tombale per il rilancio di un bene essenziale per l’ Italia come il turismo". A dichiararlo la senatrice del Pd, Manuela Granaiola e Armando Cirillo, responsabile turismo del Pd. "Sono anni ormai -spiegano Granaiola e Cirillo- che l’ Italia subisce la concorrenza di Paesi che, impossibilitati a competere con noi sul piano della bellezza e della ricchezza artistica, sono stati molto abili nel presentare, grazie a vantaggi fiscali agli operatori, offerte turistiche a prezzi molto bassi che ci hanno fatto perdere quote consistenti di visitatori.
In periodi di crisi come l’ attuale poi servirebbero degli incentivi, come una diminuzione dell’ Iva, che costituirebbe un vero toccasana specialmente per il nostro turismo".
Le associazioni dei consumatori – Netto il giudizio del Codacons "a parte l’ abnormità della cifra- spiega il presidente Carlo Rienzi – un provvedimento simile danneggerebbe il turismo della capitale, allontanando i visitatori e spingendoli verso altre capitali europee meno costose e prive di tali fastidiosi balzelli. Già Roma per i turisti non è certo una città a buon mercato e i servizi offerti spesso non sono all’ altezza di una metropoli europea come è la capitale. Prima di introdurre qualsiasi tassa a carico dei turisti, andrebbe migliorata la città sotto diversi fronti, rendendola più pulita, sicura, accogliente e vivibile. Solo dopo aver risolto le tante criticità della capitale- conclude- si potrà pensare ad una eventuale tassa a carico dei visitatori
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